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i casi in italia raddoppieranno in 10 giorni

Influenza A, giallo sul ritorno a scuola

Il viceministro Fazio ipotizza il rinvio della riapertura della aule per il virus. Poi il dietrofront insieme alla Gelmini: misura non presa in considerazione.

Nuova influenza, studenti del Teramano a Fiumicino per una vacanza di studio a Londra Non ha ancora colpito l'Italia ma ora l'influenza suina comincia a creare timori anche nel Paese. E anche qualche confusione all'interno del governo. Il viceministro della Salute Ferruccio Fazio, ieri in un primo momento non ha escluso «un rinvio della riapertura delle scuole se l'andamento dell'epidemia di nuova influenza lo renderà necessario». Una misura solo ipotizzata perché lo stesso Fazio ha immediatamente precisato che «ad oggi non è stata presa alcuna decisione nè ci sono indicazioni che una misura del genere sarà necessaria». Un annuncio troppo forte per non creare panico.


Così pronta è arrivata anche la dichiarazione del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini che ha escluso al momento il rinvio dell'apertura delle aule scolastiche. «Sono in perfetta sintonia con il viceministro Fazio -ha detto la Gelmini- è ovvio che se l'epidemia dovesse assumere nel nostro paese un significato importante, si assumerebbero tutte le precauzioni necessarie, compresa quella di rinviare l'apertura delle scuole. Ma, ripeto, al momento questa è un'ipotesi che non esiste». Lo stesso Fazio ha poi corretto il tiro con una smentita del suo ministero: «In merito alla notizia diffusa da organi di informazione relativa ad un eventuale rinvio dell'apertura delle scuole a causa dell'influenza AH1N1, si precisa che nessuna misura di questo tipo è attualmente presa in considerazione dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, che comunque lavora in proposito in stretta collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione».

 
Allarme rientrato dunque ma le polemiche politiche non sono mancate. Immediate. «In meno di un'ora un ministro parla di rinviare l'apertura delle scuola per la minaccia di una epidemia influenzale e un altro dice il contrario. La scuola e la salute dei nostri figli sono cose serie che non meritano improvvisazione, superficialità, pressapochismo e tantomeno allarmismo» ha affermato l'ex ministro Giuseppe Fioroni. Battibecchi e smentite a parte è chiaro che si comincia a temere l'evoluzione dell'influenza a settembre perché l'arrivo dell'epidemia potrebbe coincidere con il ritorno sui banchi degli allievi. Una cosa che aumenterebbe la velocità del contagio. Ed è proprio questo aspetto a mettere maggiore ansia. «L'epidemia quando arriverà, presenterà una capacità di raddoppio dei casi in media ogni 10 giorni».


Ad oggi nessuna ipotesi o misura è esclusa. Pertanto, ha sottolineato Fazio, «non escludiamo neppure la vaccinazione dei bambini dai sei mesi in poi, se ciò si dovesse rendere necessario. Ma valuteremo - ha concluso - anche con gli altri paesi e ci confronteremo con l'Oms». Quanto all'arrivo in Italia lo stesso viceministro ieri in un'intervista a Il Giornale aveva affermato che è possibile che «l'epidemia scoppi nei prossimi 20 giorni, un mese al massimo. E non c'è nulla da fare per limitarla». Sul punto è arrivata anche la previsione del tecnico. «Per l'Italia è solo una questione di tempo: prima aumenteranno i casi nei viaggiatori, quindi inizieranno a comparire casi autoctoni sporadici. Poi la riapertura delle scuole farà da amplificatore dell'epidemia» ha spiegato Giovanni Rezza, capo Dipartimento del Mipi (Malattie infettive parassitarie e immunomediate) dell'Istituto superiore di sanità. Quanto ai casi italiani, ieri a Pistoia, nove ragazzi di ritorno dall'Inghilterra sono risultati positivi al virus Ah1n1.

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Filippo Caleri

19/07/2009

  • 19/07/2009 10:47 Vincenzo
    Penso che le dichiarazioni fatte dal viceministro Fazio siano doverose ad informare gli Italiani,intanto perche'non si iniziano subito le vaccinazioni?Il Ministro Gelmini e' meglio che stia zitta,anzi e'opportuno che intraprenda azioni e fatti che possano evitare rischi ai nostri figli altro che allarmismi.
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