LES COMBES Ha dormito bene, celebrato messa, passeggiato con il suo segretario personale Georg Gaenswein nel giardino con vista sul Monte Bianco; i medici chirurghi lo hanno trovato in ottima forma, dopo l'operazione di venerdì per ridurre la frattura al polso destro, che si era procurato con una caduta notturna accidentale. Tuttavia, non si può negare una certa amarezza del Pontefice per quella mano immobilizzata che, nell'immediato futuro, non potrà benedire, suonare e, soprattutto scrivere. Una sofferenza che trapela anche dalle parole dei suoi più stretti collaboratori, il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, e il segretario di Stato, cardinal Tarcisio Bertone. Papa Benedetto XVI «sta imparando a convivere con il polso bloccato e l'ingessatura», ha sintetizzato in tarda mattinata il direttore della Sala Stampa della Santa Sede. La sua vita in montagna, dopo il «venerdì 17», ha ripreso il ritmo normale. In questa quotidianità estiva, manca però un tassello importante per il Pontefice: «C'è il dispiacere - ha ammesso Lombardi - di non poter scrivere a mano». Il cardinale Bertone ha spiegato ancora più in dettaglio il problema: in Val D'Aosta, Benedetto XVI contava di dare un forte impulso alla stesura della seconda parte del suo libro «Gesù di Nazaret». Aveva già in mente «l'architettura» del testo. «Il Papa - ha chiosato il porporato - scrive creando e crea scrivendo. Aveva già pensato al piano della seconda parte (la prima è uscita nel 2007 ed è stata un successo editoriale mondiale, ndr)... Ora dovrà rallentare e studiare come realizzare questo progetto». Il cardinale ha riferito di aver parlato con il papa dopo l'operazione, mentre stavano svanendo gli effetti dell'anestesia. «Sentiva dolore ma mi ha detto che un po' di sofferenza non fa male», ha raccontato Bertone. Oltre allo scrivere, «ciò che gli dispiaceva di più era di non poter benedire con la destra e di non poter stringere tante mani», anche in occasione dell'Angelus che reciterà oggi nella piazzetta nel paese di Romano Canavese, in Piemonte. Qui è nato proprio il cardinale Bertone, che ieri ha effettuato un ultimo sopralluogo nel borgo pavesato a festa, transennato e pronto ad accogliere Benedetto XVI, e circa 10 mila fedeli. Bertone, visibilmente felice per la visita del Papa, ha assicurato a Benedetto XVI che «l'affetto della gente sarà comunque grandissimo». Ratzinger ha confermato tutti gli impegni pubblici della Val D'Aosta, dove rimarrà, come da programma, fino al 29 luglio. Il prossimo 24 luglio reciterà i Vespri nella Cattedrale di Aosta e renderà omaggio a Sant'Anselmo, nato in questa città e morto 900 anni fa. Poi il 26 luglio, celebrerà l'Angelus davanti al suo chalet di Les Combes, a 1300 metri di altezza: nella spianata di erba, cinta da boschi di larici e pini, saliranno le famiglie del comune di Introd (a cui Les Combes appartiene) ma anche turisti, villeggianti, giovani campeggiatori.
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19/07/2009