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Afghanistan

Autobomba sugli italiani, due feriti

Attentato suicida al passaggio del nostro convoglio. Continua l'offensiva americana. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha spiegato che l'attacco è stato diverso dai soliti che erano stati eseguiti con ordigni rudimentali.

Un mezzo italiano in Afghanistan Mentre i marines avanzano nei campi di papaveri dell'Afghanistan, nel secondo giorno dell'offensiva lanciata dagli americani nella valle dell'Helmand, la roccaforte-cassaforte dei talebani, un attentatore suicida ha fatto esplodere l'auto su cui viaggiava al passaggio di un convoglio di militari italiani, nell'ovest dell'Afghanistan: il mezzo si è ribaltato, ma ha retto al violento urto. Solo due paracadutisti sono rimasti lievemente feriti. L'attentato è avvenuto ieri, lungo la strada che collega Farah a Shindand, nella parte meridionale della regione ovest dell'Afghanistan, a comando italiano. L'auto, secondo il maggiore Marco Amoriello, portavoce del contingente, si è fermata sul ciglio della strada, mentre il convoglio si avvicinava procedendo dall'opposto senso di marcia. Un comportamento che non ha destato particolari sospetti, perché è proprio quello che il comando della missione Isaf raccomanda di fare quando una vettura civile incrocia convogli militari, anche allo scopo di agevolarne il passaggio.

Quando il primo blindato «Lince» è però giunto all'altezza dell'auto, il conducente l'ha fatta saltare in aria: l'urto è stato violentissimo e il «Lince» si è ribaltato, ma ha retto, e i parà che si trovavano a bordo si sono salvati. Per loro solo piccole ferite e contusioni: uno al labbro e l'altro all'orecchio. L'attentatore è morto. A dare la notizia del nuovo attentato è stato lo stesso ministro della Difesa, Ignazio La Russa, a Palazzo Chigi: «Anche oggi (ieri ndr) c'è stato un contatto molto violento in Afghanistan, nella zona di Farah», ha affermato La Russa, sottolineando che è stato di «tipo diverso», cioè non il solito attacco a colpi di kalashnikov e Rpg, o con ordigni rudimentali, ma appunto un'azione suicida. Per i militari italiani, fortunatamente, «niente di particolarmente preoccupante», soprattutto grazie alle eccezionali qualità del Lince.

«Si tratta di attacchi subdoli e imprevedibili», ha commentato il gen. Rosario Castellano, comandante della Brigata Folgore (tutta schierata in Afghanistan) e del contingente italiano. Contro questo tipo di attacchi, insomma, non c'è molto da fare, e per questo la vigilanza resta altissima. Anche perché, in vista delle prossime elezioni presidenziali di agosto, il clima resta caldissimo. Tuttavia, i militari italiani continuano ad affiancare quelli afghani nelle operazioni volte a riprendere il controllo del territorio nelle aree finora dominate dai talebani. Intanto l'Operazione Khanjar (Colpo di spada in lingua pashtun, la maggioranza della popolazione nell'Helmand) va avanti con i talebani che si nascondono. E ieri da Mosca è arrivato l'annuncio: Medvedev e Obama firmeranno l'accordo che consentirà il passaggio in territorio russo di materiale militare Usa destinato all'Afghanistan.

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04/07/2009

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