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Jannati: a processo perché hanno fomentato gli incidenti

Iran, dipendenti ambasciata alla sbarra

TEHERAN La volontà del regime iraniano di mandare sotto processo i dipendenti locali dell'ambasciata britannica arrestati durante le manifestazioni post-elettorali riaccende la tensione fra Teheran e i paesi europei.

È stato ieri il capo del Consiglio dei Guardiani della Costituzione, Ahmad Jannati, ad annunciare che la teocrazia di Teheran mantiene una posizione dura sugli addetti dell'ambasciata britannica, dopo i disordini seguiti al contestato risultato delle presidenziali, con la rielezione dell'ultra-conservatore Mahmud Ahmadinejad. «In questi incidenti, la loro ambasciata è stata presente, le persone sono state fermate e naturalmente saranno portate in tribunale, hanno già confessato», ha detto l'alto esponente religioso. La scorsa settimana, nove dipendenti iraniani della sede diplomatica britannica a Teheran erano stati arrestati, con l'accusa di avere avuto un «ruolo» nel fomentare i disordini. Sette sono stati rilasciati, mentre altri due sono ancora in stato di arresto. Dura la risposta di Londra e dell'Ue i cui paesi hanno deciso anche di convocare gli ambasciatori iraniani per protestare contro il fermo degli addetti d'ambasciata.

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04/07/2009










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