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Il presidente dell'Autorità della privacy nel rapporto annuale

Il garante: «Sul web poggia la resistenza democratica»

Parere «Esprimo perplessità sul ricorso a sanzioni penali a carico dei giornalisti»

Potere esecutivo, legislativo e giudiziario nel mirino del Garante della privacy. Giudici, parlamentari e rappresentanti del governo devono ascoltare «sempre» i pronunciamenti dell'Autority. Poiché la tutela del diritto alla riservatezza rappresenta la «concreta realizzazione di una forma più matura di democrazia». È stato il Garante Francesco Pizzetti, durante la cerimonia di presentazione della relazione sul dodicesimo anno di attività, a sottolineare davanti alle più alte cariche dello Stato e delle forze di Polizia, che nel corso dell'anno precedente non sono mancati interventi legislativi «estemporanei che hanno introdotto norme non sempre positive». Tra queste, ad esempio, la proroga dei tempi di conservazione dei dati del traffico telefonico e il mutamento temporaneo delle regole sull'uso degli elenchi telefonici a fini promozionali. Non solo. Per quanto riguarda il pianeta giustizia, il Garante non ha esitato a dichiarare la sue perplessità «sul ricorso a sanzioni penali a carico dei giornalisti», riferendosi alle nuove regole ai limiti della pubblicabilità delle informazioni acquisite e trattate dai giudici. E proprio riferendosi alla magistratura ha dichiarato che «è inaccettabile che chi deve far rispettare le leggi e i diritti possa trascurare le cautele necessarie per proteggere dati e informazioni di cui viene a conoscenza per il suo ufficio». Non poteva mancare nell'intervento del Garante l'ennesimo riferimento agli scatti fotografici che hanno coinvolto il premier Silvio Berlusconi mentre si trovava a Villa Certosa. «Sono stati utilizzati teleobiettivi e sistemi intrusivi e sofisticati di ripresa e di trattamento delle immagini. Abbiamo ribadito che non è lecito riprendere, senza il loro consenso, persone all'interno di una dimora privata compreso il parco e gli edifici che ne fanno parte. È questo un principio che si applica a tutti, indipendentemente dalla notorietà e che comporta il conseguente divieto della loro diffusione». Nella relazione di oltre 500 pagine, Pizzetti ha anche preso di mira il mondo telematico, la grande rete, sottolineando come con i nuovi strumenti tecnologici «l'umanità si trova a fare i conti con una nudità totale, che solo Adamo ed Eva nel giardino terrestre erano in grado di sopportare. Quanto sta accadendo in Iran dimostra che su questi strumenti poggia una forma di resistenza democratica mai immaginata prima». Sul web, e soprattutto sui social network, è stata infatti concentrata l'attenzione di Pizzetti, secondo il quale è necessario un vademecum anche per i genitori. L'Autority si è espressa anche sulle «ronde» e sull'uso corretto delle videocamere. «Bisogna vigilare sulla possibilità che associazioni di cittadini svolgano attività connesse con i compiti istituzionali delle forze di Polizia - ha detto Pizzetti - un aspetto di preoccupazione è l'utilizzazione da parte delle istituzioni di sicurezza dei dati raccolti dai privati» usando le videocamere.

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03/07/2009










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