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Su 700 convogli soltanto il 7% è a rischio. Al vertice della classifica c'è il Gpl, una miscela di diversi idrocarburi paraffinici, a basso peso molecolare come quella che ha causato la strage di Viareggio.
I numeri lo dicono chiaro. Ogni giorno 35 treni su 700 trasportano merce pericolosa attraversando i nostri centri abitati. Un dato che sottolinea come solo il 7% delle merci che viaggia su rotaia si può definire pericoloso. Al vertice della classifica c'è il Gpl, una miscela di diversi idrocarburi paraffinici, a basso peso molecolare come quella che ha causato la strage di Viareggio. Dei carri merce che trasportano questo liquido infiammabile se ne contano 10-12 nella stagione invernale e sei-sette in quella estiva conquistandosi il primato delle sostanze a rischio maggiormente trasportate.
Tra le più pericolose invece ci sono l'acido solforico (due treni al giorno), il propilene (un treno al giorno per cinque alla settimana), lo zolfo liquido (due convogli a settimana) ed infine ci sono treni che trasportano benzene, toluolo, ammoniaca e cloro. Nonostante l'ultimo terribile incidente, la sicurezza sulle rotaie, negli ultimi 15 anni, è migliorata. Stando ai dati di Eurostat-Era sugli incidenti ferroviari emerge come dal 1993 al 2008 gli scontri tra treni siano passati da 202 all'anno a soli 19. Nello specifico per la collisione tra treni si è passati da 67 casi nel 93 a quattro nell'anno scorso. Anche per quanto riguarda gli svii (ovvero la fuoriuscita dal binario di almeno una ruota) si è avuta una riduzione: da 62 a otto.
Diminuiti anche gli incidenti ai passaggi a livelli: se ne registrano 21 nel 93 e quattro nel 2008. Se si analizzano i deragliamenti emerge che la media è di 2,2 ogni cento milioni di chilometri percorsi dai treni europei. Un dato del 2004 che riguarda tutti i trasporti ferroviari, mentre, per quanto riguarda le merci la media dei deragliamenti è 1,2 milioni ogni cento milioni di chilometri percorsi. Quindi per i cargo gli incidenti sono più frequenti del 20% rispetto ai convogli che portano i passeggeri. Guardando invece con attenzione le linee ferroviarie più a rischio emerge che alcuni problemi potrebbero esserci sulla tratta Torino-Cuneo dove a maggio scorso è deragliato un treno merci forse per carico eccessivo rispetto allo stato della linea.
Poco sicura ad esempio anche la Milano-Genova dove le gallerie, in particolare, quelle sull'Appennino ligure in caso di guasto del treno o della circolazione o di un incendio non consentirebbero la possiblità di evacuazione. Lo stesso accade nella Firenze-Roma, dove tutte le gallerie (escluse quelle dell'alta velocità) sono fuori norma, prive di camminamenti, vie di fuga e illuminazione. Ma a rassicurare i passeggeri dei treni, a fronte di uno schema così poco confortante arrivano le parole dall'amministratore delegato di Fs, Mauro Moretti: «Sicurezza e manutenzione sono, per le Ferrovie, punti sacri e rappresentano il discrimine di ogni azione». Poi l'ad torna ad escludere l'errore umano per quanto riguarda l'incidente di Viareggio: «I macchinisti si sono comportati bene, l'infrastruttura ha funzionato perfettamente. Questo l'ho verificato e su questo voglio tranquillizzare la gente» e ha aggiunto: «La nostra rete è la più sicura d'Europa», ha ripetuto Moretti, respingendo le accuse di «limitare la sicurezza perchè riduciamo il numero di scali merci» (chi lo dice - ha sostenuto, «è in malafede»), ma anche le critiche dei sindacati sull'introduzione del macchinista unico. «Non c'è nessun paese al mondo in cui ci sono due macchinisti e persino le altre aziende regionali non Fs italiane» viaggiano da decine di anni con un solo macchinista, ha affermato. Moretti poi, anticipando la proposta di Di Pietro, ha sottolineato di essere favorevole alla liberalizzazione del sistema ferroviario, ma allo stesso tempo ha chiesto che tutti gli operatori raggiungano «i nostri livelli».
Alessandro Bertasi
02/07/2009