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viareggio, parlano superstiti e volontari

"Un boato, poi l'inferno di fuoco"
FOTO AEREE - È un disastro

Il cielo ancora arancione e lo strazio in strada. E' la tragedia di Viareggio raccontata dai superstiti e dai soccorsi giunti sul posto. Intanto si continua a scavare sotto le macerie per trovare i dispersi.

Uno dei due ustionati gravi nell'incendio di Viareggio soccorsi dopo l'arrivo al cto di Torino Una ragazzina con i vestiti in fiamme e un signore scaraventato in un cassonetto dallo spostamento d'aria. Sono alcune delle scene raccontate dai testimoni dell'esplosione avvenuta nella stazione di Viareggio. Alcuni abitanti della zona hanno descritto una ragazzina che, raggiunta dalle fiamme mentre era in sella al suo motorino, ha gettato a terra lo scooter cercando di liberarsi dei vestiti che le stavano andando a fuoco. Poco distante un signore, raggiunto dall'onda d'urto, è stato scaraventato all'interno di un cassonetto e sembra che, nell'urto, abbia perso una gamba. Manuela, che abita vicino alla stazione, ha detto di avere sentito un gran botto e di avere visto tavoli e finestre tremare. "Mi sono affacciata - ha raccontato - e ho visto il cielo di colpo diventare di colore arancione, poi le fiamme e una forte esplosione".
 

Nell'obitorio dell'ospedale Versilia di Viareggio appaiono come i morti di una piccola Pompei i corpi carbonizzati radunati dopo l'esplosione della notte scorsa. La scena che si presenta ai pochi addetti sanitari che finora si sono potuti avvicinare alle salme rivela corpi, colti dal fuoco sprigionatosi dall'esplosione di gas, in posizioni plastiche proprio come accadde a Pompei dopo l'eruzione del Vesuvio. Il corpo di un uomo, avvolto dalle fiamme mentre sostava in motorino davanti al semaforo rosso, giace accanto a salme di persone uccise dallo scoppio, sedute in terrazza o su una panchina della stazione. Il bambino morto mentre era dentro l'auto dei genitori ha una posizione istintivamente rannicchiata per proteggersi dalle fiamme improvvise.
 

Le autorità sanitarie stanno predisponendo tutte le misure necessarie per assistere i parenti che dovranno procedere al riconoscimento delle salme. Un compito difficile anche perchè si presume che ci siano stranieri ed extracomunitari senza che qualcuno sul luogo li possa identificare con certezza. La polizia scientifica sta effettuando i rilievi dedicati all'identificazione puntando sia sui luoghi del ritrovamento delle salme, sia su oggetti personali che si sono in qualche modo salvati dalle fiamme.


"È stata una notte dura, sia dal punto di vista sanitario che dal punto di vista umano, ma devo encomiare il personale per la dedizione, la capacità e l'attenzione messe nel corso di questa terribile emergenza che ha colpito il nostro territorio". È la testimonianza del direttore generale della Asl 12 della Versilia, Giancarlo Sassoli, che sta seguendo minuto per minuto fin dai primi momenti tutte le fasi dell'emergenza sanitaria scatenatasi con l'esplosione nella stazione di Viareggio. "Mi ha colpito la dedizione assoluta del personale sia medico che infermieristico dell'ospedale che ha messo in campo una disponibilità assoluta senza perdere razionalità e freddezza, e senza far mancare partecipazione umana ai parenti dei feriti gravissimi portati al pronto soccorso", ha commentato ancora Sassoli.
 

Il direttore generale ha parlato anche di «infermieri che sotto l'urto della tensione sono scoppiati a piangere a dirotto» e di una «organizzazione del soccorso e dell'emergenza oliata, assolutamente encomiabile».
«Il momento peggiore - ha detto Sassoli - c'è stato tra la mezzanotte, cioè subito dopo il fatto, e le 5 quando 118 e pronto soccorso hanno dovuto reggere la maggiore emergenza». «Anche i pazienti venuti all'ospedale per altre situazioni - ha aggiunto il direttore generale - hanno fornito collaborazione e comprensione quando gli è stato detto che avrebbero dovuto aspettare più del previsto. Insieme ai miei collaboratori siamo andati personalmente a spiegare come andavano le cose e da parte di chi era estraneo alla tragedia della stazione c'è stata immediata comprensione». Nella notte Sassoli ha avuto una lunga telefonata con l'assessore regionale alla sanità Enrico Rossi per fare il punto della situazione insieme.


Intanto si discute sulle ipotesi di reato per le quali la procura di Lucca sta indagando in merito all'esplosione verificatasi ieri sera a Viareggio: disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo e incendio colposo. A spiegarlo è lo stesso procuratore di Lucca, Aldo Cicala, che la notte scorsa, insieme al sostituto Giuseppe Amodeo, ha effettuato un sopralluogo sul luogo dell'accaduto, conclusosi intorno alle 6. Sulle cause Cicala ha spiegato che «al momento non c'è alcuna conferma». Ha solo escluso che «ci sia stato un scontro tra treni. C'è stato un deragliamento, il gas gpl è fuoriuscito e poi si è verificata l'esplosione». Il procuratore ha anche aggiunto che sono già stati «sentiti a verbale» i macchinisti del convoglio, ma non ha voluto aggiungere nulla sulle loro dichiarazioni. Sulla portata di quanto accaduto ha detto: «I dati parlano da soli: è veramente un disastro».

 

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30/06/2009

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