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Nessuna notizia del killer che ha fatto fuoco all'impazzata durante la partita di calcetto. L'esecuzione di Gabriele Marrazzo rischia di provocare un'altra vittima.
A soli 11 anni Domenico è ricoverato in condizioni disperate nell'ospedale di Catanzaro, vittima della barbarie che a Crotone ha spinto un uomo a sparare alcuni colpi di fucile contro un gruppo di giovani che giocavano a calcetto allo scopo di uccidere Gabriele Marrazzo, 35 anni. Gli investigatori cominciano a ipotizzare che dietro l'agguato ci possa essere la mano della criminalità, ma, qualunque sia il movente, Domenico non c'entrava niente. Era a giocare a calcetto col padre e alcuni amici tra i quali Marrazzo. E proprio quest'ultimo sarebbe stato l'obiettivo del sicario che ha sparato sul gruppo.
Un gesto che poteva provocare una strage: i pallettoni sparati dal fucile del sicario, infatti, hanno raggiunto nove persone. Marrazzo è morto subito dopo il ricovero in ospedale, raggiunto alla testa ed allo zigomo. Domenico è stato ferito da cinque pallettoni alla testa. Solo per un caso gli altri sono stati feriti solo di striscio o colpiti in parti non vitali. Il ragazzino, apparso subito il più grave, è stato trasferitodall'ospedale di Crotone al Pugliese di Catanzaro, dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Ora è in stato di coma e le speranze di salvezza sono ridotte al lumicino, tanto che lo stesso zio, già dopo il ricovero a Crotone, si è lasciato andare ad un «non c'è niente da fare».
Adesso l'interrogativo al quale devono rispondere gli investigatori della squadra mobile di Crotone è il perché di tanta cieca violenza. Pur non escludendo alcuna ipotesi, col passare delle ore negli investigatori si è fatto strada il convincimento che l'obiettivo del sicario, che probabilmente era accompagnato da almeno un complice, fosse Marrazzo. La vittima, nel 1996, prima di emigrare in Germania, era stato arrestato dai carabinieri di Crotone che lo avevano trovato in possesso di un caricatore per pistola e alcuni proiettili. I suoi problemi con la giustizia italiana si limitavano a questo, anche se nel periodo tedesco era stato nuovamente arrestato e condannato per il furto di un'auto. Un precedente che non giustifica la pioggia di fuoco che l'altra sera si è abbattuta sul gruppo di calciatori impegnati in una partitella tra amici (tutti abitano nello stesso quartiere nella periferia di Crotone) su un campetto di un centro sportivo a sei chilometri dalla città.
È per questo che gli investigatori stanno scavando nella vita privata di Marrazzo, sentendo familiari e amici, per ricostruire le sue conoscenze e verificare, in particolare, se fosse entrato in contatto con ambienti della criminalità o se avesse avuto contrasti con qualcuno che possa avere deciso di vendicarsi. Nessun aiuto è giunto per ora dalle testimonianze dei presenti. Il sicario ha agito nell'ombra, appostandosi in una zona buia, nascosto dagli alberi. La sua sete di sangue era tale da mettere in conto anche la possibilità di fare una strage pur di raggiungere il suo scopo.
Alessandro Sgherri
27/06/2009