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Ieri sera alle 22,50 una scossa di intensità di 4.5 gradi della scala Richter si è verificata con epicentro nella zona che comprende i comuni di Pizzoli, Barete e L'Aquila, a 14 chilometri e 200 metri di profondità.
In Abruzzo la terra ha tremato di nuovo. Ieri sera alle 22,50 una scossa di intensità di 4.5 gradi della scala Richter si è verificata con epicentro nella zona che comprende i comuni di Pizzoli, Barete e L'Aquila, a 14 chilometri e 200 metri di profondità. Ma è stata avvertita pure altrove: a Teramo e Pescara. E anche in alcune aree della Capitale. Molti si sono messi in contatto telefonicamente con i parenti che sono all'Aquila dove sono scattati gli allarmi delle auto e i cani hanno cominciato ad abbaiare.
Molte persone si sono precipitate fuori le tende, mentre altre hanno preferito rimanere a letto. Chi presidia le zone "sensibili" della regione ha riferito di avere udito dei crolli nelle zone rosse di alcuni centri storici dei luoghi colpiti dal sisma, in particolare a Roio, Colle e all'Aquila. Si tratta di aree in cui le strutture dei centri storici sono state gravemente lesionate dal sisma del 6 aprile e dalle migliaia di repliche successive, zone che sono completamente interdette all'accesso. Il direttore dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Enzo Boschi, spiega che «la scossa è stata nettamente inferiore, in termini di energia liberata, di almeno 40 volte rispetto a quella registrata il 6 aprile scorso (6,3).
Rientra nel quadro dell'evoluzione del sisma che avevamo detto, avrebbe avuto code di 4-5 mesi. Ma il problema - aggiunge Boschi - ha conseguenze di tipo psicologico sulla popolazione perché le continue scosse creano paura e scoraggiamento».
Luca Caso
23/06/2009