A rompere gli indugi è lo stesso presidente Obama. «Il governo iraniano deve capire che il mondo sta guardando», afferma Obama in un dichiarazione diffusa ieri sera dalla Casa Bianca. «Noi siamo in lutto per ogni singola perdita di vita umana. Rivogliamo un appello al governo iraniano di fermare tutte le azioni ingiuste e violente contro il suo proprio popolo. I diritti universali di di libertà di espressione e di associazione devono essere rispettati, e gli Stati Uniti sono a fianco di tutti coloro che cercando di esercitare questi diritti». Per guadagnarsi il rispetto globale, l'Iran deve «governare attraverso il consenso» e non facendo ricorso «alla coercizione». L'attegiamento moderato di Obama avuto fino a ieri sera aveva destato critiche e perplessità bipartisan: e non è un caso che proprio ieri la Camera degli Stati Uniti abbia lanciato un forte messaggio di condanna contro l'Iran, e contro i suoi continui tentativi di soffocare le varie manifestazioni, attraverso una risoluzione approvata con 405 voti favorevoli e uno contrario. Ha aspettato un giorno. Ventiquattr'ore per vedere come avrebeb reagito il governo iraniano alle nuove protste. Ed ecco che Obama dopo aver visto quelle scene di inaudita violenza contro gli oppositori ha lanciato il suo monito. «Come ho detto al Cairo - ha infatti proseguito il presidente degli Stati Uniti - il tentativo di sopprimere le idee non riuscirà mai a cancellarle. Alla fine il governo il popolo iraniano sarà l'ultimo giudice del suo governo. Se il governo iraniano cerca il rispetto della comunità internazionale, deve rispettare la dignità del suo popolo e governare attraverso il consenso, non la coercizione». «Martin Luther King - ha aggiunto Obama - una volta disse: "L'arco dell'universo morale è lungo, ma è curvato sulla giustizia". Lo credo anch'io. Lo crede anche la comunità internazionale. Ed ora siamo testimoni del fatto che anche il popolo iraniano crede in questa verità. Continueremo ad essere testimoni».
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21/06/2009