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Non solo sviluppo. Il Pontefice annuncia l'enciclica "Caritas in veritate": "Tenere nella giusta considerazione singoli e famiglie".
L'attesa enciclica sui temi economici di Papa Benedetto XVI è pronta: si intitolerà «Caritas in veritate» e con ogni probabilità porterà la data del prossimo 29 giugno, festa dei Santi Pietro e Paolo. Si tratta un testo che affronta le scottanti questioni dell'attività e della disciplina dei sistemi economici, in particolare in rapporto alla dottrina cristiana: argomenti di altissimo interesse, specie in una congiuntura di crisi finanziaria come quella che l'Occidente sta attraversando in questi mesi.
L'annuncio lo ha dato ieri lo stesso Pontefice, ricevendo in udienza in Vaticano i membri della associazione «Centesimus Annus»: «L'enciclica sarà tutta dedicata al vasto tema dell'economia e del lavoro – ha spiegato Benedetto - ed in essa verranno posti in evidenza quelli che per noi cristiani sono gli obiettivi da perseguire e i valori da promuovere e difendere instancabilmente, al fine di realizzare una convivenza umana veramente libera e solidale». Quale modello di sviluppo economico appare a Benedetto più confacente all'umanità del XXI secolo, a questo punto del cammino del popolo di Dio nel mondo? Quali i principi da fissare? La proposta della Chiesa di Roma è di mettere al centro i valori per la convivenza umana, prestando la massima attenzione alla solidarietà e alla dignità delle persone nel mondo del lavoro. Una teoria economica e le sue applicazioni pratiche hanno insomma un senso se sono realmente al servizio dell'uomo e quindi se, accanto al problema dello sviluppo, tengono nella giusta considerazione le esigenze dei singoli e della famiglie.
«La crisi finanziaria ed economica che ha colpito i Paesi industrializzati, quelli emergenti e quelli in via di sviluppo – ha detto il Papa - mostra in modo evidente come siano da ripensare certi paradigmi economico-finanziari che sono stati dominanti negli ultimi anni». Rivedere, ripensare: per Benedetto non è rincorrendo esclusivamente il progresso in un'ottica economicistica che si fa il bene dell'uomo e qualcosa va dunque mutato, nella direzione di un capitalismo dal volto davvero umano. La recente depressione e le difficoltà dei mercati, con i seri turbamenti che hanno determinato nella vita quotidiana della famiglie, dimostrano infatti che l'interesse deve anzitutto dirigersi alla concreta esistenza delle persone. Cosa che l'attuale sistema economico spesso trascura di fare: «La libertà nel settore dell'economia deve inquadrarsi in un solido contesto giuridico che la metta al servizio della libertà umana integrale – ammonisce il Papa - una libertà responsabile il cui centro è etico e religioso». L'auspicio è perciò che le autorità pubbliche, ispirandosi agli eterni principi del Vangelo, elaborino una visione dell'economia moderna rispettosa dei bisogni e dei diritti dei deboli.
Rodolfo Lorenzoni
14/06/2009