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l'estradizione del terrorista dei pac

La vergogna di Lollo, lo stragista che depone per Battisti

Il ministro della Giustizia brasiliano Genro ci attacca: "Trattati dall'Italia come paese di serie B. Non vi daremo un capro espiatorio". Achille Lollo, altro rifugiato in Brasile e condannato per il rogo di Primavalle, oggi depone in difesa dell'amico Battisti.

Casare Battisti Prosegue il braccio di ferro tra l'Italia e il Brasile per il caso Cesare Battisti, il terrorista dei Pac latitante da vent'anni attualmente detenuto nel carcere brasiliano di Papuda. L'Italia ha chiesto l'estradizione del terrorista che deve scontare la pena per due omicidi. Il governo brasiliano gli ha invece concesso lo status di rifugiato politico. E non vuole cambiare posizione. Ieri il ministro della Giustizia brasiliano Tarso Genro è stato ascoltato dalla Commissione dei Diritti Umani della Camera dei Deputati dove ha accusato l'Italia «di trattare il Brasile come un paese di seconda categoria» proprio in riferimento alla crisi diplomatica tra i due paesi scoppiata dopo la concessione dello stato di rifugiato politico a Battisti.


«Il trattamento dell'Italia nei confronti del Brasile è molto differente da quello che riservò alla Francia quando il paese europeo concesse l'asilo politico a Battisti per undici lunghi anni. L'Italia disprezza lo Stato e le leggi brasiliane. Il governo brasiliano non ha intenzione di estradare nessuno che possa servire come capo espiatorio per i fatti tragici che ha vissuto la società italiana». Genro ha ribadito che Cesare Battisti è un criminale politico e che lui stesso si considera criminale perché subì un processo durante il regime militare. Pur convinto che qualsiasi giudice minimamente neutrale avrebbe assolto l'ex militante dei Proletari Armati per il Comunismo per mancanza di prova, il ministro brasiliano della Giustizia ha sottolineato che con la sua decisione di concedere lo statuto di rifugiato politico a Battisti non ha voluto offendere nè la giustizia, nè lo Stato nè il governo italiani, e tanti meno il dolore delle vittime del terrorismo. I rapporti tra i due paesi, dunque, sono ridotti al lumicino.


E come se non bastasse, oggi è prevista l'audizione davanti alla Commissione dei diritti umani del Congresso di Brasilia addirittura di Achille Lollo, altro rifugiato in Brasile, condannato per la strage del rogo di Primavalle dove morirono Virgilio e Stefano Mattei, figli del segretario della sezione del Msi del quartiere di Primavalle. L'ex membro di Potere Operaio che ora fa il giornalista nel paese carioca parlerà in difesa dell'amico Battisti. - «Con Lollo in cattedra siamo oltre la soglia della decenza»: si è definito «rabbrividito» Andrea Ronchi, Ministro per le politiche comunitarie, per il fatto che sia proprio Achille Lollo «condannato per l'assassinio di due ragazzi incolpevoli» a difendere la reputazione di Cesare Battisti, ex terrorista rosso dei Proletari armati per il comunismo, in cella in Brasile in attesa del verdetto sulla sua estradizione in Italia. «Il presidente brasiliano Ignacio Lula da Silva - atteso al G8 dell'Aquila tra un paio di mesi - non può pensare che si possa far passare in secondo piano un'offesa simile al nostro Paese».


«Sono sicuro - ha aggiunto il ministro - che il presidente Berlusconi saprà trovare le parole e i modi per mostrarsi in linea con quanto detto dal presidente Napolitano» che, recentemente ha ricordato che non è opportuno che a ricostruire i fatti con le loro «memorie romanticheggianti e autogiustificative» siano «personaggi che ebbero parte attiva in quella stagione sciagurata». Sarà la corte Suprema del Brasile a decidere se il terrorista Battisti va consegnato o meno alle autorità italiane. Intanto il presidente della Commissione, Luiz Couto, del governativo Partito dei Lavoratori (Pt) - ha detto che il Supremo Tribunale Federale (Stf) esaminerà probabilmente la richiesta di estradizione presentata dall'Italia su Battisti nel prossimo mese di giugno.

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Natalia Poggi

13/05/2009

  • 13/05/2009 19:39 Lucia
    SVEGLIATEVI...non si può urlare come nelle savanne africane alla giustizia quando nel nostro paese nessun terrorista è in galera, tutti hanno una bella vita, etc. Poi la Francia e anche l'Inghilterra, per non parlare di altri paesi hanno a casa loro nostri terroristi neri e rossi che siano e non facciamo niente. E ci impuntiamo con Battisti...e vogliamo che le altre nazioni ci sentano??? Ma non vedete che L'Italia geopoliticamente e a livello internazionale non conta più niente. Lavoro 6 mesi l'anno all'estero e vi dico che qui come in altri casi internazionali, rimaniamo sempre con le briciole o a urlare alle pareti perchè non importa niente a nessuno fuori dai confini italiani delle urle nostre. A NESSUNO proprio.
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