| HOME | POLITICA | INTERNI-ESTERI | ECONOMIA | SPORT | SPETTACOLI | PIZZI..cati channel | VIAGGI | HI TECH | SHOPPING | MULTIMEDIA | SONDAGGI | LAVORO |
Terremoto nelle aree interne, alluvioni verso la costa, L'Abruzzo è tormentato. A L'Aquila nuove scosse di terremoto sia durante la notte che nel corso della giornata. Ma in questo momento a preoccupare di più le migliaia di cittadini che vivono all'interno delle tendopoli sono la pioggia e il freddo.
Situazioni di forte disagio che hanno reso impossibile la vita quotidiana. A soffrirne di più gli anziani, gli ammalati, i disabili e i bambini. Lavoro senza sosta per i volontari, per la Croce Rossa che cercano di alleviare i problemi agli aquilani. In molte tende si soffre anche per il freddo.
Nelle zone interne dell'aquilano la notte si scende a temperature invernali e corrente elettrica e stufe spesso mancano. Continuano intanto le verifiche alle abitazioni colpite dal terremoto. Su 10.457 verifiche effettuate dalla Protezione Civile, il 55,8% degli edifici è risultato agibile. Il 19,7% è invece inagibile, mentre il 16,6% è temporaneamente inagibile, ma agibile con provvedimenti di pronto intervento; il 3,2% è parzialmente inagibile; il 2% temporaneamente inagibile da rivedere con approfondimento; il 2,6% inagibile per rischio esterno. Ci si prepara alla seconda fase che prevede il rientro nelle abitazioni di chi può rientrare in casa, comunque entro la fine di maggio.
La situazione è grave anche in provincia di Teramo dove il maltempo e la pioggia hanno gonfiato i fiumi, provocando esondazioni e frane in collina e montagna. Ieri si è riunito in seduta straordinaria il consiglio provinciale di Teramo che ha deciso per la richiesta del riconoscimento dello stato di calamità naturale. Il bilancio provvisorio, destinato secondo i tecnici ad aggravarsi ulteriormente, è di una cinquantina tra frane e smottamenti su tutto il territorio, con il secondo lotto della Teramo-mare chiuso in entrambe le direzioni a causa del crollo di una parte della carreggiata in seguito ad una frana.
Una superstrada di collegamento tra l'A 24 e l'A 14, inaugurata solamente poco più di due anni fa. Ma la Teramo-mare non è l'unica infrastruttura ad aver subito seri danni. Il bilancio provvisorio parla anche della chiusura della strada provinciale per Cordesco, della strada provinciale per Pietracamela invasa dai massi con il paese completamente isolato, del tratto montano della Statale 80 in direzione Campotosto riaperta solo nel pomeriggio ma con il senso unico alternato. Chiuse al traffico a causa delle frane anche diverse strade provinciali che però non hanno pregiudicato l'isolamento dei paesi dell'entroterra.
La situazione è molto grave anche per quanto riguarda i ponti sul fiume Vomano e al confine con le Marche per il Tronto. Alcuni sono chiusi, altri aperti con traffico ridotto. «Non siamo solo terremotati ma anche alluvionati - ha commentato ieri mattina il presidente della provincia di Teramo Ernino D'Agostino - Un'emergenza nell'emergenza a fronte della quale è assolutamente necessario il riconoscimento dello stato di calamità naturale». E' stato anche necessario richiamare mlti uomini della protezione civile che erano in servizio in provincia dell'Aquila per far fronte alle gravi situazioni.
Fabio Capolla
23/04/2009