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L'imprenditore trovato morto assieme alla moglie. Forse sono state vittime di una rapina

Ucciso il «re del grano»
Giallo a Napoli: assassinato nella sua villa Franco Ambrosio

Roberto Paolo
NAPOLI.

Sono stati sorpresi a rubare in casa e li hanno massacrati fracassandogli la testa con un piede di porco: sono morti in maniera atroce l'ex «re del grano» Franco Ambrosio, 77 anni, e la moglie Giovanna Sacco, 72. I loro cadaveri sono stati ritrovati in una pozza di sangue ieri mattina, poco prima delle otto, da un operaio che doveva riprendere i lavori di ristrutturazione nella favolosa tenuta alla Gaiola, l'incantevole anfratto ai piedi di Posillipo ritenuto uno dei luoghi più chic di Napoli. Un duplice omicidio che ha scioccato tutta la città dalla quale l'imprenditore aveva mosso i primi passi che lo hanno portato negli anni '80 alla creazione di un impero economico che aveva pochi rivali in Europa. Alla rapida ascesa era seguito un altrettanto precipitoso tracollo, sull'onda delle inchieste di Tangentopoli e del crac dell'Italgrani: arrestato due volte, Ambrosio è stato condannato in primo grado a nove anni per una bancarotta da mille miliardi di lire. La sera prima del duplice omicidio, l'imprenditore era stato fino alle 20 nello studio del suo legale, l'avvocato Alfonso Furgiuele, per discutere la linea difensiva in vista dell'imminente processo d'appello. Una condanna che lo aveva profondamente amareggiato, una vicenda dalla quale voleva a tutti i costi uscire pulito. Nelle prime ore dopo la scoperta dei cadaveri, il duplice omicidio è sembrato subito un «giallo» dai contorni enigmatici. Si è ipotizzata anche una possibile vendetta, per la «voragine» di debiti che aveva portato al crac Italgrani o per altri episodi legati alla vita professionale più recente. Ma nel pomeriggio il capo della Squadra mobile, Vittorio Pisani, ha convocato la stampa per dire che sono stati trovati sufficienti elementi per sostenere che si è trattato di un furto finito nel sangue, quasi certamente ad opera di balordi, forse stranieri. Nell'immenso parco che circonda la villa sono state trovate le tracce di un bivacco con bottiglie di vino, spumante e gassosa. Altre bottiglie, svuotate di recente sono state trovate all'interno di una dependance disabitata. Secondo gli inquirenti il raid è partito da qui, dopo un'abbondante bevuta. La villa, tra l'altro, è circondata da impalcature e materiale per l'edilizia, per i lavori di ristrutturazione in corso. Schiamazzi notturni, raduni rumorosi di sbandati, prevalentemente giovani, ma anche di gente senza fissa dimora, negli ultimi tempi rendevano difficile la vita ai coniugi Ambrosio. Le riunioni rumorose, durante le quali spesso si verificavano litigi che culminavano talvolta con risse tra gruppi contrapposti, avvenivano a poca distanza dalla villa abitata dalla coppia massacrata la notte scorsa. I luoghi scelti per queste riunioni erano prevalentemente una spiaggetta e una villa abbandonata che si trova a pochi metri di distanza dall'abitazione degli Ambrosio. Con ogni probabilità l'altra sera i balordi, almeno due, forse tre, hanno pensato di trovarsi davanti ad una casa disabitata. Con un piede di porco hanno rotto l'infisso di una finestra sul retro. Erano passate le due, il medico legale afferma che la morte dei coniugi è avvenuta prima delle quattro del mattino. Ambrosio dormiva nel suo letto al primo piano, mentre la moglie si era addormentata vestita sul divano davanti alla tv. Sarebbe stata lei a sorprendere i ladri: e su di lei si è scatenata per prima la loro furia. Il suo cadavere è stato ritrovato vicino alla porta d'ingresso, come se avesse cercato una via di fuga. Gli aggressori avrebbero usato proprio il piede di porco per fracassarle il cranio. L'arma del delitto non è stata ritrovata. Poi è toccato al marito, ucciso in camera da letto. I ladri hanno portato via portafogli, cellulari e un portagioie con alcuni preziosi. Hanno anche provato a scardinare dal muro una cassaforte, senza riuscirci. Il bottino è stato quantificato in 50mila euro circa. Una grossa somma per un gruppo di balordi, un'inezia per chi aveva trascorso la vita maneggiando miliardi. E se si trattasse solo di una messinscena? Gli inquirenti, come si dice in questi casi, non escludono alcuna pista, ma si mostrano scettici su eventuali ipotesi alternative. Finché non sarà dato un nome agli assassini, resta comunque il giallo.

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16/04/2009










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