Con noi è stato sempre corretto e di molto aiuto e i rapporti sono stati improntati alla massima trasparenza. Era un personaggio e un gran conoscitore del settore». Così Benito Benedini, l'industriale milanese che ha rilevato Italgrani dopo il fallimento, ricorda l'imprenditore napoletano trovato morto stamane con la moglie nella casa di Posillipo e ne traccia un ritratto in parte inedito, considerando i guai giudiziari di Ambrosio e il crac, dieci anni fa, del gruppo da lui guidato. Interpellato dall'Ansa, Benedini fornisce un aggiornamento anche sulla situazione di Italgrani: «Il rilancio in Italia purtroppo non è stato possibile. Abbiamo dovuto dismettere i beni immobiliari mentre la parte industriale era già andata. Agli inizi del 2006 quando, a causa dei tempi lunghi della giustizia, siamo effettivamente riusciti a mandare in porto il concordato, che avevamo presentato a fine 2004, non c'era più nulla da salvare di industriale», spiega. «Va invece molto bene Italgrani Usa, che ha 100 dipendenti e fa 800 milioni di dollari di fatturato», aggiunge Benedini, ricordando che l'azienda con base negli Stati Uniti «acquista grano, lo trasforma e vende la semola di grano, così come faceva la casa madre in Italia».
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16/04/2009