Con l'arrivo della bella stagione, bizze meteorologiche permettendo, la temperatura sale e cresce anche il desiderio maschile. Il «risveglio degli ormoni» a primavera non è una leggenda metropolitana, né un alibi accampato dal focoso di turno. Se archiviato l'inverno «Cupido» scocca più frecce, dipende da fattori oggettivi studiati da ricerche specifiche: «Elementi fisiologici da un lato e psicologici dall'altro», assicura Bruno Giammusso, responsabile dell'Unità operativa di andrologia dell'università di Catania e coordinatore scientifico della campagna «Torna ad amare senza pensieri», promossa per il secondo anno consecutivo dalla Società italiana di andrologia (Sia). Un'iniziativa al via il 18 aprile con il sito www.amaresenzapensieri.it e il numero verde 800-363677. Il primo elemento che fa della primavera una stagione galeotta, almeno per lui, è «su base fisiologica - spiega Giammusso - Studi in vitro indicano che il testosterone raggiunge livelli più alti nel sangue». Non vale per tutti gli uomini, precisa, ma «in media» in questo periodo dell'anno l'ormone della virilità arriva a livelli «top». «Il secondo fattore è psicologico - aggiunge l'esperto - I ritmi circadiani cambiano», il sole tramonta dopo e la maggiore durata del periodo di luce, si sa, «migliora il tono dell'umore. Ci si sente meglio in generale e questa sensazione di benessere si traduce in un effetto diretto sulla libido». In altre parole, «l'appetito sessuale aumenta» e innamorarsi è un «must». C'è poi un terzo elemento, di nuovo «fisiologico. La temperatura - ricorda lo specialista - ha un effetto diretto sulla funzione erettiva. Come è noto, le basse temperature provocano un vasospasmo» nella «zona intima» maschile, mentre il tepore primaverile «agevola i meccanismi» che regolano la potenza sessuale dell'uomo. Vietato illudersi, però: «Non si tratta di un incremento "decisivo"». Ma in fondo è sempre meglio di niente. Ma non sono tutte rose e fiori. Sì perché a fronte del risveglio degli ormoni c'è lo spettro del «flop». «La correlazione fra le difficoltà tipiche di questo periodo storico e un possibile calo del desiderio sessuale è cosa certa - conferma Giammusso - Numeri precisi non ne abbiamo ma misureremo il fenomeno con questionari studiati ad hoc».
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05/04/2009