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Roma, Mastrolorenzi era accusato di omicidio volontario

Uccise due rapinatori, gioielliere s'impicca

"Fatti ammazzare e sarai un santo, torci anche solo un capello a un delinquente e resterai solo come un cane". Lo dicono gli amici, che sanno quanto fosse disperato Massimo Mastrolorenzi, 64 anni, il gioielliere di Testaccio plurirapinato, che a maggio 2003 aveva freddato due banditi.

Massimo Mastrolorenzi Il gioielliere che una settimana fa si era visto accusare di duplice omicidio volontario: un nuovo capo d'imputazione riformulato a sopresa dal pm Erminio Amelio, l'ultima mazzata per il gioielliere già duramente provato dalla vicenda.Ieri il drammatico epilogo. Mastrolorenzi s'è impiccato nel corridoio della sua abitazione, una casa al secondo piano di una palazzina di tre a via di Casalotti, periferia romana dove si era trasferito da qualche anno; un suicidio al culmine di una lite scoppiata nella mattinata e proseguita fino all'ora di pranzo con la compagna di parecchio più giovane, una bella donna di 45 anni, alta, snella e bionda, che pare lavorasse in una pizzeria del centro storico, ora ricoverata al Gemelli in prognosi riservata.

Mastrolorenzi l'avrebbe ridotta a una maschera di sangue colpendola con un bastone, forse un mattarello. E quando la donna è caduta a terra svenuta, l'ha creduta morta. E siccome l'amava, è corso in corridoio per farla finita. Una corda al collo attaccata chi sa dove, forse all'avvolgibile della serranda o al termosifone, e addio. Poi la tragedia shakesperiana. La donna si riprende, riesce ad alzarsi e scopre il cadavere. Sono state le sue grida a dare l'allarme. E i vicini di casa hanno telefonato ai carabinieri. Quando sono arrivati, insieme ai vigili del fuoco, erano circa le due. E la donna era affacciata al balcone. «L'ho vista, era una maschera di sangue, non parlava, era come sotto choc» - continua a ripetere decine di volte ai giornalisti Daniela Attanasio, capelli rossi, 42 anni, che fa la serigrafa. Per i carabinieri del gruppo di Ostia diretti dal colonnello Giuseppe La Gala, che escono dalla casa con due sacchi, al momento «non ci sono elementi che facciano ipotizzare un collegamento con le sue vicende giudiziarie».

Oggi l'autopsia. Il movente passionale il più accreditato: il gioielliere credeva che la compagna lo tradisse. Ma per gli amici «dopo quella tragedia la sua vita era cambiata» afferma Maurizio che li ha visti affiatati il giorno prima. «Lei sottobraccio a lui, come gli innamorati».

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Grazia Maria Coletti

28/02/2009










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