Sempre nel segno della grinta "che non è mai troppa", Giorgio Armani ieri sulle passerelle milanesi del pret a porter, ha presentato il suo "nuovo classico" per una donna che "se deve affrontare la crisi deve avere i c..." (leggi: attributi maschili).
Basco in testa e guanti in vernice nera un po' fetish, tanto anni '80. Molti pantaloni-guaina stretch, "contenitivi" come dice Re Giorgio, che la sera diventano di velluto liscio ("andranno come panini", ma alla modica cifra di 1.700 euro).
Le giacchine corte con la doppia fila di bottoni, diventano strong in cocco metallizzato. Le calze coprenti si abbinano alle gonne corte perché "la longuette, che piace tanto alle americane, invecchia". La sera si scende dai tacchi altissimi e si calzano stivali bassi glitterati con abiti-ragnatela nude look incrostati di cristalli.
Voglia di struttura, di spalle che devono sostenere grandi pesi e tanta concretezza, nelle creazioni per il prossimo inverno di Alberta Ferretti. L'idea d'insieme porta al secessionismo viennese, simbolo di rottura e rinascita che si ricollega ai nostri tempi. Vecchi damaschi, lamè, ricami, pelle: tutto è mescolato e accostato. Il tailleur va in soffitta e lascia spazio alla femminilità giocata sulle spalle ricamate di paillettes e perline del tubino nero elegantissimo, gonfiate o plissettate nelle camicie, pronunciate nei cappotti dal taglio maschile.
Fanno le spalle a punta, a pagoda, quadrate, esagerate e si divertono con le geometrie Rimoldi e Aquilano, gli stilisti del marchio Ferrè che sembrano entrare un po' di più nel mood del grande Gianfranco. Applaudita la collezione (anche dai commissari governativi che hanno preso in mano le sorti del gruppo Ittierre) con i colli a gorgiera, le gonne a fisarmonica, i pantaloni alla cavallerizza (anche qui anni Ottanta), i ricami in 3D.
Attinge all'era della Disco pure Ennio Capasa per la linea C'N'C. In pedana biker metropolitane piene di cerniere e borchie. Spalline a go-go anche da Byblos, mentre gonfia i volumi Jil Sander. Tutt'altra storia da Burberry che cerca "conforto" in tempi di crisi nelle cose rassicuranti e familiari.
Il trench (di cotone o visone e volpe) e lo sherling si fanno larghi e avvolgenti. L'abile matita di Christopher Bailey colora il kilt di nero, stampa volti di contesse sulle camicie leggere, fa scarpe con la suola di gomma col tacco alto 18 centimetri. Andranno a ruba, il prossimo inverno, le nuove Attractive di Hogan (gruppo Tod's) con la zeppa.
Da abbinare alla nuova Bi-bag e alla giacca anorak con la fodera laminata. Bella la pret a couture di Gabriele Colangelo, un mix di dettagli sartoriali e sperimentazione. Riuscitissimi i piumini-pelliccia e la pelliccia-piumino da portare con le minigonne e gli stivali altezza inguine di Ermanno Scervino.
A chiudere la sfilata Elisabetta Gregoraci applaudita dal marito Flavio Briatore.
Guai in vista per Dolce & Gabbana che con la loro linea D&G, dedicata alla Fenice di Venezia, hanno messo le locandine originali del teatro veneziano sui bustier dei divertenti abiti di chiffon. La Fenice avrebbe intenzione di fare vertenza al duo della moda che non ha chiesto l'autorizzazione per riprodurre il materiale del teatro. Peccato perché la collezione con il viso della Callas sulle t-shirt, le gonne-tutù, i velluti teatrali matelassè e capitonnè e cascate di strass sui jeans, è piaciuta.
Vai alla homepage
28/02/2009