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Il Procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Biancardi, quale atto dovuto indaga nei riguardi di 14 persone, fra le quali il papà di Eluana, Beppino Englaro, l'anestesista Amato De Monte, e 12 componenti dell'associazione "Per Eluana".
Il Procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Biancardi, quale atto dovuto indaga nei riguardi di 14 persone, fra le quali il papà di Eluana, Beppino Englaro, l'anestesista Amato De Monte che ha guidato l'equipe medica che ha attuato il protocollo per il distacco del sondino della donna, e 12 componenti dell'associazione "Per Eluana".
L'Associazione Scienza è Vita precisa di «non aver mai presentato alla Procura di Udine alcuna denuncia verso chicchessia per omicidio volontario in relazione alla vicenda della signora Eluana Englaro».
In una nota si spiega che il Coordinamento Friulano «Per Eluana e per tutti noi», a cui Scienza e Vita aderisce come socio fondatore, «ha presentato, mentre ancora la signora Englaro era viva e ricoverata alla Quiete, degli esposti nei quali si evidenziavano i motivi per cui, secondo le informazioni diffuse, si riteneva l'esecuzione del protocollo in contrasto con le leggi ed i regolamenti sanitari vigenti, invitando le autorità giudiziarie ad attivarsi affinchè fosse interrotto il processo inteso ad affrettare la morte di Eluana».
L'associazione aveva preso in carico la donna dalla clinica privata di Lecco, la notte del 2 febbraio scorso, per portarla alla casa di riposto "La Quiete" di Udine dove, sulla base del decreto della Corte d'appello di Milano, è stato attuato il protocollo per l'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione.
Intanto le foto scattate nella stanza di Eluana Englaro sono in tutto 130-140 le foto Lo si è appreso da fonti investigative friulane che hanno confermato che tutte le foto sono state scattate il pomeriggio dell'8 febbraio quando nella stanza di Eluana sono entrati, su richiesta di Beppino Englaro, la giornalista della Rai Marinella Chirico e il fotogiornalista Francesco Bruni, accompagnati dall'anestesista Amato de Monte, dall'infermiera
Cinzia Gori e dallo zio di Eluana, Armando Englaro.
Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori, a scattare le foto è stato solo ed esclusivamente Bruni che, con
la propria macchina, ha fatto 60-70 istantanee della stanza e delle persone che vi si trovavano, senza mai riprendere Eluana. Successivamente, con una macchina fotografica fornita da De Monte, lo stesso Bruni ha scattato altre 60-70 foto a Eluana. Al termine degli scatti, Bruni ha restituito la macchina fotografica a De Monte che - da quanto si è saputo - l'ha successivamente consegnata alla famiglia Englaro. Il primo gruppo di foto è stato sequestrato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Udine a Bruni che l'ha consegnato a Trieste, su richiesta degli stessi militari. Il sequestro non è stato convalidato oggi dal sostituto Procuratore della Repubblica del capoluogo giuliano Federico Frezza, che ha anche disposto la restituzione delle foto a Bruni. Da quanto si è
saputo, fino a sera la restituzione non è avvenuta. Il secondo gruppo di foto, che è quello con le immagini di Eluana, è stato ed è tuttora custodito dalla famiglia Englaro.
27/02/2009