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Il giorno dopo le accuse in aula di Elkann junior

Corona: Lapo? L'avrei picchiato

«Sono andato via dall'aula, perché altrimenti mi sarei alzato e gli avrei dato tante botte e mi sarei preso cinque anni di galera». Il giorno dopo le accuse di Lapo Elkann a Milano durante il processo per Vallettopoli, Fabrizio Corona, spara a zero sul rampollo di casa Agnelli.

Fabrizio Corona L'altro ieri Elkann, davanti ai giudici della quinta sezione penale (che dovranno giudicare per presunti fotoricatti ai danni di alcuni vip), aveva parlato dei «giochi sporchi» del fotografo siciliano e aveva chiesto «giustizia».
E ieri Corona, spiegando che conserva ancora i messaggi «che mi ha mandato quando sono uscito dal carcere, dove mi diceva che ero un grande e il numero uno», ha aggiunto: «Adesso è venuto in aula a raccontare che tramavo contro di lui. Io invece non ho mai organizzato nulla contro Lapo. In realtà è un fuso».


Per il titolare dell'agenzia fotografica «Corona's» «la giornata processuale di ieri (giovedì ndr) è andata bene, perché si è capito che io ho fatto solo il mio lavoro, vendendo a "Chi" l'intervista al transessuale». Corona ha negato di aver mai organizzato «scherzi» a Lapo, smentendo gli episodi raccontati da Elkann. Ha raccontato inoltre che la videocassetta di cui ha parlato il giovane manager «gliel'ho regalata io perché me l'aveva chiesta lui, e conteneva l'intervista con un altro transessuale che raccontava dettagli sulla sera dell'overdose. Per quella videocassetta non mi ha mai ringraziato». E ancora: «Voglio ricordare a Lapo e al suo assistente di quante volte ci chiamavano per dirci di organizzare dei festini e di portare delle donne e noi ci siamo sempre rifiutati. Comunque sono contento perché finalmente avrò la possibilità di parlare, il 2 marzo tocca a me e preparatevi perchè farò uno show, cercherò di far capire a tutti, dirò la mia verità».


Intanto, in attesa dell'udienza del 2 marzo, Corona deve fare i conti pure con un altro procedimento che lo vede imputato di ricettazione di una pistola rubata trovata nella sua casa milanese e per detenzione e spendita di banconote false. Ha già preannunciato che chiederà formalmente nella prossima udienza, il 14 maggio, il rito abbreviato. La pistola, di cui si discute, proveniva da un furto ed era stata rinvenuta dalle forze dell'ordine durante una perquisizione successiva all'arresto di Corona. L'agente fotografico era infatti finito in manette per aver provato a pagare un benzinaio in autostrada con delle banconote false. Per quel fatto, Corona ha già patteggiato un anno e mezzo di reclusione, ma nel procedimento milanese deve rispondere per altre 24 banconote false trovate nel suo appartamento.

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21/02/2009










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