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Elezioni Un accordo indiretto con Hamas in vista delle consultazioni di martedì

Israele, suspence sui negoziati per Shalit

Aldo Baquis

TEL AVIV/GAZA Un accordo indiretto con Hamas per uno scambio di prigionieri che consenta la liberazione da Gaza del prigioniero israeliano Ghilad Shalit entro la scadenza di martedì, ossia delle elezioni politiche: questo potrebbe essere secondo i mezzi di comunicazione locali lo scenario di serrati contatti diplomatici che hanno visto fra l'altro la improvvisa riapparizione, dopo settimane di clandestinità, dell'uomo forte di Hamas a Gaza, Mahmud a-Zahar.


Ieri A-Zahar ha lasciato Gaza diretto al Cairo da dove progetta di proseguire per Damasco per consultazioni con il leader politico del suo movimento Khaled Meshal. Secondo la Cnn turca questi ha incontrato emissari turchi incaricati di favorire uno scambio di prigionieri fra Hamas ed Israele. Sul tavolo, ha spiegato Fawzi Barhum, portavoce di Hamas a Gaza, c'è anche la questione della apertura dei valichi di Gaza in vista di un accordo per una tregua di 12-18 mesi. Nei giorni scorsi Israele ha fatto sapere a Hamas mediante i mediatori egiziani che potrebbe mostrare un grado di flessibilità sulla apertura dei valichi se lo scambio dei prigionieri giungesse a rapida e positiva conclusione.
A creare in Israele un'atmosfera di cauto ottimismo è stata una rapida serie di eventi: la convocazione a sorpresa giovedì di una consultazione fra il premier Ehud Olmert con i ministri Tzipi Livni (esteri) ed Ehud Barak (difesa).
Quindi, la missione al Cairo dell'emissario Amos Ghilad. Poi le rivelazioni della Cnn turca. E, infine, la riapparizione pubblica di a-Zahar, per la prima volta dall'inizio della operazione «Piombo Fuso».
Venerdì Barak aveva detto alla televisione di stato: «Sappiamo che Shalit è sano e salvo, ma dobbiamo portarlo da là a qua.
Occorreranno decisioni dolorose. Voi sapete bene che io sono critico di Olmert - ha proseguito il ministro - ma in questo dossier, in questi giorni, egli sta compiendo uno sforzo supremo. Come lui, facciamo lo stesso anch'io, il capo di Stato maggiore Gabi Ashkenazi e il capo dello Shin Bet (sicurezza interna) Yuval Diskin».

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08/02/2009










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