Purtroppo a garantire la prima «immunità» a questo terrorista è stata la Francia che gli ha concesso l'asilo in nome del principio liberale, di per sé giusto, se il paese dove il condannato deve scontare la pena, non rispetta le libertà fondamentali. Ma nel «caso Battisti» si tratta esattamente del problema opposto. E' il terrorista Battisti che non ha rispettato le libertà dei cittadini di vivere e lavorare senza essere uccisi, per motivi di classe sociale e d'ideologia, da chi vuole imporre le sue idee con la violenza.
Quando dopo un lungo e contorto iter, finalmente la Francia aveva deciso di consegnare Battisti al suo giudice naturale, il "terrorista rosso" è fuggito in Brasile, dove dopo un lungo periodo di «clandestinità» , gli è stato concesso di restare come esule politico. L'Italia ha fatto prevalere il diritto di riaverlo per via legale. Il governo brasiliano ha risposto nel modo opposto alla nostra aspettativa. Si tratta della risposta più sbagliata anche sotto il profilo dell'interesse reciproco di buoni rapporti politici e degli scambi economici e commerciali. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano ha parlato chiaro, esprimendo anche i convincimenti profondi della stragrande maggioranza del popolo italiano.
Qualcuno potrebbe dire: ma perché l'Italia non ha fatto la stessa «voce grossa» con la Francia? In verità i passi fatti sono stati gli stessi che ora si stanno facendo con il Brasile, ma con la Francia non abbiamo gli stessi rapporti storici e istituzionali che abbiamo con il Brasile benché alla fine con Sarkozy siamo riusciti ad ottenere ciò che avevamo pieno diritto di pretendere. Che poi fra il diritto positivo e la sua concretizzazione nei fatti ci sia con certi paesi dell'America Latina una diversità di opinioni sullo Stato di diritto, credo sia dovuto ancora all'«internazionalismo proletario di sinistra» che pure in paesi oggi democratici ebbero nel loro «dna rivoluzionario» l'uso della violenza e del terrorismo. Questi elementi rivoluzionari si muovono in un'ottica marxista-leninista o dittatoriale e in certi paesi del Centro e Sud America credono ancora di avere strumenti politico-militari per affermare la giustizia sociale, la libertà e la pace ovunque e per tutti.
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27/01/2009