Rassegna stampa
HOME POLITICA INTERNI-ESTERI ECONOMIA SPORT SPETTACOLI PIZZI..cati channel VIAGGI HI TECH SHOPPING MULTIMEDIA SONDAGGI LAVORO
Roma Latina Frosinone Lazio Nord Abruzzo Molise ABBONAMENTI CASE FINANZA

In passerella a Parigi l'alta moda scaccia-crisi

Armani fa lady Shangai Dior gioca coi Fiamminghi

PARIGI Parte da Parigi, dove ieri si sono aperte le sfilate di alta moda, una polemica contro Milano e l'Italia, dove «la creatività non viene sostenuta». A dirlo è lo stilista sardo Antonio Marras, diventato ormai «global artistic director» di Kenzo (gruppo Lvmh).

«Nonostante la crisi - dice Marras - la Francia supporta il lavoro creativo. Invece l'industria italiana (che poi è quella che produce anche la moda francese) ha paura di investire nella creatività. Parigi è tornata con forza a raccontare l'uomo, sfilando il primato a Milano dove c'è una crisi forte». Il rischio è che accada come per l'alta moda: «una volta c'era anche Roma, ora c'è solo Parigi».
Giorgio Armani, interpellato sulla «fuga dei cervelli creativi», così risponde: «Parigi offre di più, certo qui i creativi si divertono più che a Milano. Il fascino di Parigi ha il suo peso anche nel pret a porter». E per l'alta moda invece, l'Italia non potrebbe rimettere in competizione Roma o schierare addirittura Milano? «A Roma si è già provato...ma sono state fatte scelte poco felici. A qualcuno molto bravo si è accodata gente che non aveva i requisiti. Trasferirsi a Milano, non credo sia credibile».
In passerella Armani con la collezione Privè ha mandato la sua Shangai Lady. Un personaggio cinematografico che si muove sull'itinerario sognante di un viaggio tra la Cina e Parigi, negli Anni 20, per diventare un'icona di oggi: «questa - spiega Armani - è la Turandot del Duemila». Silhouette sottile come un giunco, sottolineata da tagli svirgolati a pagoda e da ricchezza di lavorazioni. La collezione è perfino più ricca del solito «perchè - spiega Armani - l'alta moda non può tenere conto della crisi, è un sogno e deve essere grande». Stesso discorso per John Galliano che disegna Dior: «Non veniamo da una guerra, la crisi tocca il credito ma non deve toccare la creatività». Così sfila una collezione grandiosa, ispirata agli artisti fiamminghi, ai colori di Vermeer, ai grandi colli degli aristocratici dipinti da Van Dick, ai fiori blu delle ceramiche di Delft. E siccome con l'alta moda si può esagerare, stavolta per Roger Vivier (griffe del gruppo italiano Tod's) lo stilista Bruno Frisoni, ha deciso di alzare il tiro: non una scarpa, ma due in una. I sandali in coccodrillo con il tacco a stiletto si possono infilare in una platform preziosa, diventando quasi delle zoccoli giapponesi. Il tutto, chiuso da un nastro fermato da una broche, può avere sbuffi, fiocchi e perle, (sui 10 mila euro il prezzo).

Vai alla homepage

27/01/2009










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro