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Sgomberato il centro sociale Conchetta

Disordini a Milano, estremisti scatenati

MILANO Lo sgombero ieri mattina dello storico centro sociale Cox 18, in via Conchetta a Milano, ha acceso gli animi dei giovani antagonisti che ha paralizzato il traffico cittadino per tutta la giornata con blocchi stradali e un corteo terminato con un presidio davanti alla sede del Comune.

Cassonetti, campane per la raccolta del vetro e cestini rovesciati hanno contrassegnato il percorso. Un paio i momenti di tensione con le forze dell'ordine. Il tam tam tra gli esponenti dei centri sociali è iniziato subito dopo le 7, quando le forze dell'ordine sono entrate nello stabile in zona Navigli, al cui interno nessuno era presente. In poche ore sono arrivate decine di persone - alla fine saranno in 300 -, mentre aumentava la tensione che è culminata con un breve contatto tra gli agenti e i dimostranti.

Quindi, intorno alle 13, è nato un corteo che si è protratto per tutta la giornata e che ha mandato in tilt il traffico della città. I blocchi stradali si sono susseguiti. Viale Tibaldi, piazza XXIV Maggio, piazzale Stazione Genova, via Segantini e piazza Belfanti sono state paralizzate riversando a terra tutto quanto fosse a portata di mano: cassonetti, campane per la raccolta del vetro, cestini, cartelloni pubblicitari e segnaletica stradale.

La tensione è montata nuovamente quando due drappelli di agenti e carabinieri, che correvano costeggiando il corteo per recuperarne la testa, sono stati bersagliati dal lancio di uova, bottiglie di vetro e rifiuti. Poi, ritornata la calma, il «serpentone» ha proseguito il suo cammino fino a Palazzo Marino, controllato a distanza da un nutrito gruppo di forze dell'ordine, dove si è svolto un presidio. Cominciato con un fitto lancio di petardi, l'assedio al Comune è proseguito nella speranza, delusa, di essere ricevuti dal Consiglio comunale ed è terminato quando i manifestanti, intorno alle 19, hanno lasciato piazza della Scala.

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23/01/2009










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