Rassegna stampa
HOME POLITICA INTERNI-ESTERI ECONOMIA SPORT SPETTACOLI PIZZI..cati channel VIAGGI HI TECH SHOPPING MULTIMEDIA SONDAGGI LAVORO
Roma Latina Frosinone Lazio Nord Abruzzo Molise ABBONAMENTI CASE FINANZA

«Mio fratello Carmelo Bene è morto per mano altrui»

Natalia Poggi
n.poggi@iltempo.it
È un grido di dolore, disperato, di una donna che sente la vita scivolar via, giorno dopo giorno. «Non intendo lasciare questa terra senza che il mondo sappia che mio fratello, Carmelo Bene, nominato chevalier des lettres e des arts dal governo Mitterrand, è morto per mano altrui».

Maria Luisa Bene sei anni dopo l'uscita dal mondo del grande attore salentino, dalla sua casa di Santa Cesarea Terme (in provincia di Lecce) lancia la sua accusa. E precisa che «non vuole far riaprire un'inchiesta sulla morte del fratello» piuttosto «ottenere giustizia». Che cosa il mondo deve sapere, signora Bene? «Quello che sto soffrendo non solo da sei anni ma almeno dal 1994 da quando me l'hanno tenuto lontano - dice al telefono, con un filo di voce - Io e Carmelo avevamo condiviso tutto, io ero per lui un alter ego. Pensi che lui, una volta, a chi gli chiedeva quale donna considerava una persona rispose: "Non me ne viene in mente neanche una, anzi no, mia sorella". Abbiamo fatto tutto insieme, gli ho fatto da aiuto regista. Mi considerava un'infermiera per amore dell'arte».
Poi questo sodalizio si è interrotto... «Mi allontanai per un pò da casa sua e le cose cambiarono. C'era la consuetudine, retaggio della nostra educazione, di telefonarsi prima di un incontro e io chiamavo ma una voce femminile, con vari pretesti, non me lo passava mai. Io ero leale e onesta e sono caduta nel tranello». Ma la sua è un'accusa precisa, invece suo fratello è morto per malattia. O forse è una metafora.. «Nessuna metafora. Mio fratello è stato allontanato da me con l'inganno, negli ultimi tempi quando la malattia lo stava aggredendo ha saputo di essere arrivato alla fine dall'oncologo. Quella mascalzona non gli permetteva di vedere nessuno. Se non lo stretto giro di quelli che io chiamavo la "Banda Bassotti". Ecco neanche ho potuto assisterlo alla fine come avevo fatto con mio marito: l'avevo traghettato con molta dolcezza. Così mi aveva descritto Carmelo. E così anche lui avrebbe voluto finire. E invece non mi è stato possibile». Quando ha visto l'ultima volta suo fratello? «Gli ho chiuso gli occhi, questo sì Madame me l'ha permesso. Negli ultimi momenti era tornato bello, come ringiovanito, il viso liscio, senza borse sotto gli occhi. Io ero accovacciata vicino al suo letto. Mi è spirato nelle braccia». Dove è la tomba di suo fratello? «A Otranto dove lui non avrebbe voluto. Mi telefonò tre giorni prima di morire chiedendomi di essere seppellito qui a Santa Cesarea. Ecco vorrei esaudire questo suo desiderio».
E ora? C'è il progetto della Fondazione. . «Avrebbe voluto che me ne fossi occupata io. E invece tutte le opere d'arte, i libri ecc, sono dispersi un pò a Roma, un pò a Lecce. Ecco almeno fossi riuscita a riunificare tutto. Si vede che era destino». E la casa di Roma all'Aventino? «Quella l'ha lasciata alla figlia Salomè. Forse ci vive la ex moglie. Fui io a convincerlo a riconoscere la bambina. Lui non era convinto che fosse figlia sua». Signora Bene c'è qualcuno che l'aiuta? «Economicamente non me la passo tanto bene. Voglio ringraziare due avvocati del foro di Lecce, Marco Micelli e Felice Lecciso per il gratuito patrocinio che mi hanno prestato in questi due anni». C'è ancora qualcosa che desidera oltre ad avere giustizia? «Non ho desideri. In realtà desidero quello che Carmelo desiderava. Anzi un desiderio ce l'ho: raggiungerlo presto».
Carmelo Bene è morto il 16 marzo del 2002 a Roma dopo una lunga malattia. Aveva 64 anni. Dalla relazione con Raffaella Baracchi, torinese, Miss Italia 1983, nel 1992 è nata Salomè. Nel 1994 ha conosciuto Luisa Viglietti, costumista napoletana, con la quale ha convissuto otto anni fino alla morte. La sorella Maria Luisa, più piccola di 17 mesi di lui, è stata la sua ombra per 34 anni. Sin dalla morte del fratello ha impugnato il testamento per quanto riguarda la Fondazione che dovrebbe nascere in memoria di Carmelo e il nominativo di chi dovrebbe gestirla. La causa, a quasi sette anni dalla scomparsa dell'attore, è ancora alle prime battute dinanzi al Tribunale di Roma.

Vai alla homepage

14/01/2009










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro