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Rimarrà deluso Giorgio, il papà di Gabriele Sandri, che sperava di guardare finalmente negli occhi l'uomo che è accusato dell'omicidio di suo figlio.
Il poliziotto Luigi Spaccarotella, con ogni probabilità venerdì prossimo non parteciperà all'udienza preliminare del processo, in programma davanti al gup di Arezzo. Anche all'udienza preliminare del settembre scorso, che venne annullata per la mancata notifica dell'avviso chiusura indagini all'avvocato Gianpiero Renzo, che difendeva Spaccarotella assieme all'avvocato Francesco Molino, il poliziotto alla sbarra con l'accusa di omicidio volontario per la morte del tifoso laziale, non si presentò. Nei mesi seguenti Spaccarotella ha sostituito Renzo con l'avvocato Federico Bagattini. «Venerdì l'agente non dovrebbe presentarsi - spiega Bagattini - perché non è previsto che debba rendere dichiarazioni e per evitare l'assalto mediatico».
Intanto la procura di Arezzo ha ricostruito come morì Gabriele, ucciso da un colpo di pistola nell'area di servizio di Badia del Pino l'11 novembre 2007. I giudici hanno prodotto un video che ricostruisce i momenti concitati prima dello sparo e dopo.
La simulazione è stata elaborata dai professor Domenico Compagnini e Paolo Russo, consulenti dei pm aretini. Il filmato, della durata di 1 minuto e 37 secondi, è stato realizzato in base alle dichiarazioni di quattro testimoni. La ricostruzione mostra le varie fasi dell'omicidio. Nel video, il poliziotto, tenendo con due mani la pistola d'ordinanza, mira e spara contro l'auto degli ultrà biancocelesti: il proiettile dopo aver urtato contro una rete metallica colpisce, prima, il finestrino anteriore della Scenic e, poi, mortalmente, il ventottenne dj romano.
Il video è alla base dell'imputazione di omicidio volontario contestata dal pm Giuseppe Ledda all'agente che venerdì però non comparirà davanti al gup di Arezzo: il giudice dovrà decidere se confermare l'accusa nei suoi confronti. Un secondo video della Procura di Arezzo è costruito, invece, in base alla versione di Spaccarotella, che ha sempre affermato di non aver mirato all'auto dei tifosi ma di aver sparato accidentalmente impugnando la pistola con una sola mano.
I legali dell'agente, Francesco Molino e Giampiero Renzo, hanno intenzione di chiedere un nuovo sopralluogo nell'area di servizio e nuove perizie, convinti di poter demolire l'accusa di omicidio volontario: «Spaccarotella ha sparato in aria mentre un gruppo di incappucciati aggrediva uno juventino - hanno ribadito i difensori - poi nella corsa è partito un colpo accidentale, che oltretutto ha subito una deviazione decisiva». «Quattro testimoni affermano il contrario - incalza l'avvocato della famiglia Sandri, Michele Monaco - La verità è che Spaccarotella mirò e sparò ad altezza d'uomo».
14/01/2009