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Sparite nel nulla. Sono trascorsi due mesi dalla notte, tra il 9 e il 10 novembre, quando un gruppo di uomini armati appartenenti a un gruppo vicino ad Al Qaeda, rapirono Suor Caterina Giraudo e Suor Maria Teresa Olivero
rispettivamente 67 e 60 anni.
I familiari, insieme con le consorelle e i confratelli del movimento contemplativo missionario «Padre De Foucauld» di Cuneo, si dicono preoccupati per le loro condizioni. «Nei giorni successivi
al rapimento nessuno di noi immaginava un periodo così lungo di prigionia per Maria Teresa e Rinuccia», si legge nel nuovo messaggio diffuso dal movimento missionario. I religiosi della comunità cuneese ringraziano la
Farnesina, per quanto «svolto finora e per la missione di Margherita Boniver in Kenya e Somalia, e anche per le parole del ministro Franco Frattini, che ha riferito di buone condizioni per le due religiose», che pur dalla loro
prigionia continuano ad aiutare le persone che soffrono, e di contatti importanti.
Mentre a Roma è stata esposta sulla piazza del Campidoglio una grande fotografia delle due suore come appello per la loro liberazione, a Cuneo non rimangono che speranza e preghiera affinchè gli appelli vengano ascoltati. Uno stimolo perché si faccia di più è arrivato dal direttore dell’agenzia cattolica Sir. «La mobilitazione della preghiera - scrive Bernardi, direttore del settimanale diocesano di Cuneo - è stata forte e potente. La mobilitazione delle coscienze è altrettanto viva e incoraggiante. Ma non ci si può fermare qui. Davvero non si può fare di più per arrivare al rilascio di suor Rinuccia e suor Maria Teresa?». Nel frattempo su Al Jazeera è stato
diffuso un reportage dalla Somalia dove alcuni esponenti del movimento qaedista Al Shabab distruggono tombe e chiese. A Kismayo la chiesa cattolica costruita oltre 60 anni fa è stata ridotta in macerie. Distrutte anche le
tombe di alcuni sceicchi sufi, considerati simboli politeisti dai mujaheddin. Un portavoce degli estremisti che innalzano le bandiere nere di Al Qaeda si vanta che da «almeno due decenni non si vede un cristiano e a
Kismayo non si vede più un cristiano». Ora sulle macerie della chiesa verrà costruita una moschea.
Maurizio Piccirilli
13/01/2009