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Tragedia a Lecce

«Siamo soli e vecchi» Uccide la moglie e poi si ammazza


LECCE L'amarezza di essere rimasti soli e la preoccupazione di non farcela, a quell'età, a gestire il patrimonio immobiliare - si parla di sei appartamenti - di cui la coppia disponeva: sarebbero questi i motivi per i quali Mario Ricolfi, 90 anni, nato a Torino e da decenni residente a Lecce, ha ucciso con un colpo di pistola la moglie, Maddalena Gaballo, di 82 anni, di origini venete, e poi si è tolto la vita con la stessa arma.


L'omicidio-suicidio è accaduto mercoledì in casa dei coniugi, a Lecce, ma è stato scoperto solo giovedì notte. Ricolfi, ex generale dell'Esercito e direttore di banca in pensione, ha parlato dei motivi del suo gesto in un biglietto lasciato in casa e indirizzato al nipote Antonio, vigile del fuoco, che è stato la prima persona ad entrare nell'appartamento e a scoprire i cadaveri. «Siamo soli, non c'è vita per noi, ho paura del domani, dell'incapacità fisica e mentale». Così comincia il biglietto scritto da Ricolfi subito dopo aver ucciso la moglie. «Tutto ci viene meno, tutto è contro - è scritto ancora - case vuote che si autorovinano, il denaro non manca ma chi ci porterà avanti? Io mi sento già ora mancare. Le badanti non basteranno, nè è loro lavoro. Inutile continuare, queste preoccupazioni non mi fanno dormire. Maddalena non la lascio qui sola a soffrire, la porto con me. Dormiva, non ha sentito niente».
Ricolfi ha ucciso la moglie dopo che si era assopita nel salone guardando la tv. Le ha sparato un colpo con la sua Browning 7.65. Poi è andato in camera da letto e si è ucciso sparandosi alla testa. La coppia aveva un solo figlio, medico, che vive a Senigallia (Ancona) e col quale pare che i rapporti fossero interrotti da tempo.

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10/01/2009










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