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Il ministro dello Sviluppo economico: l'unica fonte che può evitare rischi di approvvigionamento

E Scajola spinge l'acceleratore sulle centrali nucleari

In piena crisi del gas, mentre Mosca chiude i rubinetti a Kiev, in Italia torna in primo piano il tema del nucleare. A rilanciarlo è il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, tornando su uno dei punti programmatici forti su cui ha improntato l'attività del proprio dicastero.

Contraria Legambiente, «anche costruendo 4 mega centrali Epr di terza generazione evoluta, da 1600 megawatt ciascuna, risparmieremmo appena 9 miliardi di metri cubi di gas all'anno». Scajola ha ricordato, invece,che l'energia elettrica italiana è prodotta da fonti fossili: petrolio, gas e carbone. Il gas copre, infatti, quasi il 38% del fabbisogno energetico complessivo annuale dell'Italia, che ne importa più del 30% dalla Russia, secondo Paese di approvvigionamento dietro l'Algeria. E solo per la produzione elettrica, il gas rappresenta oltre il 60% delle fonti. Secondo Scajola, il nucleare è «l'unica fonte che può garantire di evitare rischi di approvvigionamento, oltre a permettere un prezzo della bolletta energetica più basso».

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08/01/2009










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