Rassegna stampa
HOME POLITICA INTERNI-ESTERI ECONOMIA SPORT SPETTACOLI PIZZI..cati channel VIAGGI HI TECH SHOPPING MULTIMEDIA SONDAGGI LAVORO
Roma Latina Frosinone Lazio Nord Abruzzo Molise ABBONAMENTI CASE FINANZA

La guerra dell'energia

La Russia chiude il gas, l'Italia in riserva

Nemmeno una goccia. Dall'una di notte di martedì nei tubi che portano gas russo nel nostro paese non è passato niente. Rubinetti chiusi, da ieri mattina, alla centrale Snam di Tarvisio (Udine), dove passa il gasdotto che trasferisce buona parte del gas che arriva dalla Russia in Italia.

Anche quest'inverno si rischia uno stop al gas russo verso l'Ue Ogni giorno, da Tarvisio, passano circa 80-90 milioni di metri cubi di gas, ma ieri il blocco è stato totale. Comunque il problema della diminuizione delle forniture dalla Russia non deve impensierire: il premier Silvio Berlusconi ieri sera affermando di non aver sentito Vladimir Putin ha assicurato che noi italiani «possiamo stare tranquilli, perché stiamo lavorando su quello». In aumento, da noi, c'è stato il ricorso alle riserve di gas. Secondo i dati che sono emersi dalle comunicazioni giornaliere di Snam Rete Gas relative al bilancio del gas trasportato sulla rete, in un solo giorno, dalle ore sei del 6 gennaio alle sei di ieri mattina, l'utilizzo delle riserve è cresciuto del 57% passando dai 101,6 milioni di metri cubi a 159 milioni.


Una situazione che ha consigliato il ministro dello Sviluppo economico Scajola a convocare il Comitato di emergenza sul gas a cui parteciperanno anche l'Autorità per l'Energia elettrica e il gas, Snam, gestore del dispacciamento, Stogit ed Edison, titolari degli stoccaggi, Terna, per la rete elettrica, e le società di distribuzione.
Intanto il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan ha colto l'occasione per sottolineare che «fra qualche mese il Veneto non avrà bisogno del gas russo visto che siamo l'unica regione in Italia ad aver realizzato un grande rigassificatore a Rovigo che contribuirà al 17% del fabbisogno nazionale di energia».

Lo spettro delle tre settimane di autonomia non fa dormire sonni tranquilli agli italiani. Anche se i tecnici sono ottimisti: «Non ci saranno problemi nè questa nè le due successive settimane», fino cioè almeno al 26 gennaio prossimo, assicurano fonti di settore, spiegando che i livelli di stoccaggio sono molto alti grazie alle riserve che si sono accumulate a dicembre e novembre quando i consumi si sono mantenuti bassi per le temperature miti.

Vai alla homepage

08/01/2009










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro