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Napoli I funerali del giovane ucciso a Capodanno

«Addio Nicola, perla rara»

NAPOLI C'è chi gli ha donato una maglia della sua Juve e chi ha scritto dei versi per lui. Tanti gli amici che si sono stretti per l'ultima volta attorno a Nicola Sarpa, il giovane napoletano vittima dei festeggiamenti di Capodanno. In due, Giuseppe e Rosaria, hanno scelto la via dell'altare per ricordare il loro amico con parole commosse.


«Da un balcone di Napoli - si legge nel componimento scritto da Giuseppe e salutata dagli applausi della folla - si spegne un'altra luce: un suo cuore resta senza respiro. Dalle finestre il silenzio piange e vorrebbe urlare. Partenope stanca con occhiali da sole preferisce voltarsi e non osservare. Il sangue scivola sulla coscienza delle anime. Intanto in cielo si è aperta una porta. C'è Nicola che indossa un abito bianco: "Permesso, fatemi entrare. Mi manda Napoli, voglio respirare!"». Più diretta la denuncia di Rosaria: «Nicola era una perla rara, cresciuto in un quartiere dove regna lo schifo e il degrado, nell'abbandono totale delle Istituzioni».
Una denuncia che ha trovato riscontro nella folla presente all'interno e all'esterno della chiesa, nel momento in cui il feretro è uscito. «Vogliamo l'esercito nei Quartieri Spagnoli, non più a via Roma» l'appello di un amico di Nicola.

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07/01/2009










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