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Il presidente del XIII municipio Vizzani

«Chi ha responsabilità sarà perseguito in base alla legge»

C'erano una volta le cabine telefoniche dove la gente, che ancora campava senza un cellulare in tasca, chiamava con i gettoni amici e parenti. Essenziali e ben visibili un po' ovunque davano lavoro, per esser realizzate, a centinaia di operai dipendenti della Prosider, lo stabilimento industriale in via dei Romagnoli, attivissimo per colossi come la Sip e la Telecom.

Poi l'avvento della telefonia mobile e il conseguente, graduale, inutilizzo delle cabine ha portato al declino della Prosider e alla sua inevitabile chiusura. Oggi, di ciò che fu, non rimangono che rifiuti e macerie, resti di feste e rave che, come l'ultimo, si ripetono puntualmente all'interno dei capannoni ormai fatiscenti. I raduni quasi non si contano più, per non parlare delle razzie di cui spesso la struttura abbandonata è preda: a maggio i carabinieri hanno arrestato tre persone sorprese a rubare materiale ferroso all'interno, mentre un paio di mesi fa due romeni sono stati bloccati con un motore di proprietà dell'ex fabbrica caricato in fretta e in furia su un furgone. «La responsabilità di tutto questo è in primo luogo del proprietario della struttura - attacca deciso il presidente del XIII Municipio Giacomo Vizzani - che lascia l'area incustodita. Poi della mancata informazione di quanto stava per accadere che non ci ha dato modo di intervenire in tempo. Insomma, se i ragazzi che hanno partecipato al rave sono stati allontanati da Anzio riparando senza problemi a Ostia, qualcosa che non funziona c'è. L'unica cosa che posso fare ora è diffidare il proprietario dell'ex stabilimento e, se non adempie, agire così come previsto dal codice penale. Chiunque ha responsabilità sarà perseguito per legge». Ancora da capire, per il momento, a chi spetterà pagare la pulizia straordinaria necessaria dopo il raduno.
Sil. Man.

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05/01/2009










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