Poi l'avvento della telefonia mobile e il conseguente, graduale, inutilizzo delle cabine ha portato al declino della Prosider e alla sua inevitabile chiusura. Oggi, di ciò che fu, non rimangono che rifiuti e macerie, resti di feste e rave che, come l'ultimo, si ripetono puntualmente all'interno dei capannoni ormai fatiscenti. I raduni quasi non si contano più, per non parlare delle razzie di cui spesso la struttura abbandonata è preda: a maggio i carabinieri hanno arrestato tre persone sorprese a rubare materiale ferroso all'interno, mentre un paio di mesi fa due romeni sono stati bloccati con un motore di proprietà dell'ex fabbrica caricato in fretta e in furia su un furgone. «La responsabilità di tutto questo è in primo luogo del proprietario della struttura - attacca deciso il presidente del XIII Municipio Giacomo Vizzani - che lascia l'area incustodita. Poi della mancata informazione di quanto stava per accadere che non ci ha dato modo di intervenire in tempo. Insomma, se i ragazzi che hanno partecipato al rave sono stati allontanati da Anzio riparando senza problemi a Ostia, qualcosa che non funziona c'è. L'unica cosa che posso fare ora è diffidare il proprietario dell'ex stabilimento e, se non adempie, agire così come previsto dal codice penale. Chiunque ha responsabilità sarà perseguito per legge». Ancora da capire, per il momento, a chi spetterà pagare la pulizia straordinaria necessaria dopo il raduno.
Sil. Man.
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05/01/2009