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Ghiaccio killer

Cinque morti in due giorni in montagna

L'allarme-ghiaccio lanciato dal Soccorso Alpino che aveva espressamente sconsigliato escursioni e scalate è stato, quasi come sempre in Italia, clamorosamente disatteso. Così si devono registrare cinque morti, in altrettanti incidenti in montagna, in due giorni.

Ghiaccio e Neve Vittime soprattutto escursionisti, scivolati su sentieri che le basse temperature hanno trasformato in lastre di ghiaccio. Il maggior numero di incidenti mortali si è verificato sulle Alpi Apuane: due ieri, uno sabato; cinque in un mese.
Ma ieri la montagna ha ucciso anche a Ospitale di Cadore, in provincia di Belluno: uno scout di soli 17 anni. Il giovane faceva parte di un gruppo di 18 scout di Villorba (Treviso) ed era uno dei due accompagnatori. Stava percorrendo con la comitiva il sentiero che porta a Casera Girolda (1.400 metri di quota), lungo una mulattiera completamente ghiacciata.
Trovatosi di fronte una slavina di neve che interrompeva il sentiero, ha provato a superarla perdendo l'equilibrio e scivolando nel canale sottostante per circa 250 metri. Sul posto sono intervenute un'eliambulanza da Pieve di Cadore e una squadra del Soccorso alpino di Longarone. Quando è stato individuato e raggiunto, il giovane era già morto per i traumi riportati. Gli altri ragazzi del gruppo sono stati aiutati dalle dalle squadre del Soccorso alpino a completare in sicurezza il percorso di discesa lungo il sentiero ghiacciato e, poi, sono stati accompagnati a Ospitale di Cadore.
Sul monte Corchia, sulle Apuane, ha perso la vita un fiorentino di 29 anni, Lorenzo Banci. L'uomo era insieme ad una comitiva di amici e stava percorrendo la parete est del monte.
Banci è stato visto inciampare in un rampino e precipitare per quasi 600 metri mentre percorreva un sentiero ghiacciato che da Mosceta, nel comune di Stazzema, porta al rifugio Del Freo. Sabato, proprio nella stessa zona, era morto un uomo di 60 anni precipitando in un burrone.
Il secondo incidente mortale diieri sulle Apuane è avvenuto sul Pania della Croce, lungo il versante ovest. L'escursionista - Nelmo Cagnoli, 57 anni, originario de La Spezia e residente a Sarzana - stava affrontando la scalata alla vetta assieme a un amico. È precipitato mentre percorreva la «via normale», che dal rifugio Del Freo porta alla cima del Pania della Croce (1.870 metri), quando ormai era quasi sulla cresta del monte.
In particolare, sabato il Soccorso alpino e speleologico della Toscana aveva lanciato un appello per evitare le escursioni in questi giorni a causa delle basse temperature che hanno trasformato la neve in lastre di ghiaccio. Oggi, per cercare di porre fine alla serie di incidenti, è stata convocata una riunione a Stazzema.
È finita bene, invece, per un giovane che si era perso dopo essersi avventurato fuoripista con lo snowboard in Trentino, dopo essere partito dalle piste del Cermis: è stato individuato dagli uomini del Soccorso alpino, grazie alle tracce lasciate dalla tavola. L'area però era estremamente pericolosa, con dirupi e un'enorme quantità di neve, che rendeva difficili i movimenti. Solo con lunghe e complesse manovre con le corde è stato possibile recuperarlo, a notte fonda. Il giovane era infreddolito, spaventato, ma in buono stato di salute.

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05/01/2009










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