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Ci risiamo, non è la prima volta: l'Antitrust ha condannato nove società di vendita di elettricità e gas a multe per 1,275 milioni. Il motivo? Il solito, quello che recentemente sembra accomunare anche società di telecomunicazione e di trasporto: pratiche commerciali scorrette.
Nella fattispecie l'Authority ha deciso che Enel Energia, Eni, AceaElectrabel Elettricità, Aem Energia, Asm Energia e Ambiente, Trenta, Enia Energia, Mpe Energia e Italcogim Energie «hanno attuato pratiche commerciali scorrette nelle modalità di pubblicizzazione dei prezzi praticati nel mercato libero dell'energia e del gas». Secondo l'Antitrust le nove società sanzionate «hanno organizzato campagne pubblicitarie, attraverso diversi mezzi di comunicazione, in grado di indurre in errore i consumatori sul prezzo complessivo applicato per l'erogazione del servizio richiesto, con indicazioni non rispondenti al vero, inesatte o incomplete. Le campagne hanno riguardato in particolare le offerte cosiddette "prezzo fisso/certo/bloccato" e "bioraria" di energia elettrica e gas».
Per capire meglio, occorre calarsi nel «fine approccio» con i consumatori utilizzato dalla società multate. In buona sostanza, in questo tipo di offerte «non è stata sufficientemente specificata la presenza di componenti di prezzo regolamentate dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas e, quindi, soggette a variazioni. Tali componenti possono ammontare anche a oltre il 40% del costo complessivo sostenuto dal consumatore per i consumi di energia elettrica e gas». Ma non è finita. Infatti l'Antitrust ha precisato che «non sono stati adeguatamente indicati i maggiori costi dell'energia previsti nelle fasce diurne delle proposte reclamizzate».
Nel dettaglio, le sanzioni decise dall'Antitrust ammontano a 250mila euro per Enel Energia, 260mila per Eni, 135mila per AceaElectrabel Elettricità, 140mila per Aem Energia, 110mila per Asm Energia e Ambiente, 90mila per Trenta, 95mila per Enia Energia, 100mila per Mpe Energia e 95mila per Italcogim Energie. Sempre secondo l'Autorità, le pratiche commerciali scorrette sanzionate vanno inquadrate «all'interno della recente liberalizzazione del settore della vendita dell'energia, avvenuta per il mercato del gas nel gennaio 2003 (ma che sta avendo effetti solo recentemente), e nel luglio 2007 per il mercato dell'energia elettrica».
La liberalizzazione ha comportato l'ingresso sul mercato di numerosi nuovi operatori che, come anche gli ex-monopolisti, hanno cercato di guadagnare rapidamente quote di mercato investendo soprattutto in massicce campagne di comunicazione. Questa fase iniziale di presentazione di offerte sul mercato da parte dei diversi operatori «ha reso il consumatore maggiormente bisognoso di chiarimenti e di informazioni, specie per quanto riguarda le reali condizioni economiche del servizio. A ciò - ha spiegato nel motivare la decisione l'Antitrust - non ha invece corrisposto un'informazione particolarmente chiara e corretta alla quale invece gli operatori sarebbero stati obbligati».
Marino Collacciani
04/01/2009