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Tre razzi sparati con micidiale precisione da un cacciabombardiere israeliano contro un appartamento a Jabaliya hanno posto fine alla carriera di Nizam Rayad, uno dei leader politici e militari di prima fila di Hamas nella Striscia di Gaza.
L'uccisione di Rayad, che era molto popolare a Gaza e che era uno dei leader più radicali nella lotta contro Israele - aveva anche chiesto la ripresa degli attentati suicidi - è un duro colpo per Hamas e conferma l'implacabile decisione di Israele di liquidare il maggior numero possibile dei quadri politici e militari del movimento islamico nella Striscia. Nel raid aereo oltre a Rayad sono stati uccisi, a quanto si è appreso, una delle quattro mogli, tre dei suoi figli, cinque vicini di casa e molti altri sono stati feriti.
Prosegue intanto con intensità l'attività diplomatica internazionale per arrivare a una tregua, mentre da ambedue le parti si continua a sparare: anche ieri l'aviazione ha colpito almeno una ventina di obiettivi a Gaza mentre una quarantina di razzi sparati da miliziani hanno raggiunto il territorio israeliano, causando danni materiali.
Il ministro degli Esteri israeliano, signora Tzipi Livni, è andata a Parigi, dove è stata ricevuta dal presidente Sarkozy, per spiegare che Israele si oppone in questo momento a una tregua di 48 ore per permettere l'afflusso di aiuti umanitari a Gaza. Non c'è a Gaza una crisi umanitaria, ha sostenuto la signora Livni, poiché Israele permette l'afflusso di aiuti umanitari e anzi questi sono pure aumentati.
Israele vuole assolutamente evitare una tregua che possa permettere ad Hamas di cantare vittoria, anche se immaginaria. Al tempo stesso fonti governative a Gerusalemme hanno detto che quando le condizioni necessarie saranno maturate, Israele non si opporrà a una tregua che sia sottoposta a severa supervisione internazionale al fine di impedire a Hamas di riarmarsi nuovamente. Israele resta invece contrario a una forza militare internazionale. Il premier Ehud Olmert spera di concludere in poco tempo le operazioni militari a Gaza, giunte al sesto giorno, mentre i concentramenti di truppe e di blindati sul confine sono pronti a compiere incursioni in profondità nella Striscia, appena ricevuto l'ordine. Il rifiuto di una tregua da parte di Israele e di Hamas sembra rendere prossimo quest'ordine.
Sul terreno per tutta la giornata ci sono stati intensi raid aerei su Gaza soprattutto contro palazzi governativi e le abitazioni di esponenti di Hamas, con almeno dodici uccisi secondo stime della sanità palestinese. A Beersheva, Ashdod, Ashkelon, Sderot e negli altri centri abitati in Israele situati nelle aree minacciate dai razzi le sirene d'allarme sono suonate con frequenza e diverse località sono state colpite. A Ashdod è stato centrato da un razzo uno palazzo di otto piani; non ha causato vittime ma danni ingenti. Fonti mediche di Gaza affermano che in questa settimana 400 palestinesi sono stati uccisi dal fuoco israeliano e duemila circa sono stati feriti. In Israele i morti sono finora quattro e i feriti alcune decine.
Giorgio Raccah
02/01/2009