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Israele ha avvertito che l'offensiva contro Hamas nella Striscia di Gaza potrebbe richiedere "un'azione di lunghe settimane".
Il monito del premier Ehud Olmert, arrivato poche ore prima della riunione a Parigi dei ministri degli Esteri dell'Ue per promuovere un cessate il fuoco, ha chiarito che quella che si e' appena conclusa e' "solo la prima di diverse fasi" dell'attacco, una fase caratterizzata da incessanti raid aerei contro obiettivi del movimento islamico. Alla riunione di Parigi l'Italia e' rappresentata dal sottosegretario, Vincenzo Scotti.
Per oggi e' in programma anche una consultazione telefonica del Quartetto con una "conference call" tra il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon, i capi delle diplomazia di Russia e Stati Uniti e l'Alto rappresentante dell'Ue, Javier Solana.
Finora sono almeno 363 i palestinesi morti nell'offensiva su Gaza, 1.700 i feriti. Tra le vittime piu' recenti due sorelline di 4 e 11 anni alla guida di un calesse trainato da un asino decedute a Beit Hanun, nel nord della Striscia, per un razzo israeliano esploso a poca distanza.
A questo punto l'offensiva potrebbe essere sospesa, se la diplomazia riuscisse a strappare un cessate il fuoco, oppure proseguire sotto forma di un intervento di terra. Olmert ha incontrato il presidente Shimon Peres, al quale ha confermato che "attualmente ci si trova nella prima di diverse fasi gia' approvate dal gabinetto per la sicurezza". Altri esponenti di governo, i ministri Meir Sheetrit, Benjamin Ben Eliezer e Shaul Mofaz, hanno escluso una sospensione delle ostilita' in questa fase.
L'aviazione israeliana ha gia' colpito quasi 400 obiettivi a Gaza, fra cui "una moschea utilizzata come centro di attivita' terroristica". Si profila un'emergenza umanitaria per il milione e mezzo di palestinesi di Gaza, anche se Israele ha autorizzato il passaggio di un centinaio di camion di aiuti.
I razzi Qassam palestinesi, continuati a piovere sul Neghev anche durante l'offensiva, hanno ucciso finora quattro israeliani e minacciano oltre mezzo milione di persone che vivono nelle citta' di Ashdod, Ashqelon, Sderot, Kiryat Gat e Netivot.
Intanto il presidente Hosni Mubarak ha avvertito che l'Egitto manterra' chiusi i valichi di frontiera con Gaza fino a che l'Autorita' Nazionale Palestinese non riguadagnera' il controllo sull'enclave. "In Egitto non abbiamo intenzione di continuare a perpetuare la spaccatura (tra Abu Mazen e Hamas, che governa a Gaza) aprendo il valico di Rafah in assenza dell'Anp e degli osservatori Ue, in violazione dell'accordo 2005" tra Abu Mazen ed Israele, ha detto Mubarak. Il rais ha dunque invitato le fazioni a "unificare i ranghi", il che dato il contesto significherebbe la rinuncia da parte di Hamas al controllo di Gaza. L'Egitto, ha avvertito Mubarak, è "superiore" alle "meschinità" di chi vuole sfruttare la situazione a scopo politico: "Il sangue dei palestinesi ha un prezzo".
Del resto il Cairo ha tutte le ragioni per non amare particolarmente Hamas, un vicino decisamente scomodo: l'organizzazione è stata ispirata dai Fratelli Musulmani egiziani - gli stessi che istigarono l'omicidio di Anwar el Sadat, predecessore di Mubarak e firmatario dello storico accordo di pace con Israele - e ha spesso silurato i tentativi di mediazione egiziana sia con le altre fazioni che con lo Stato ebraico.
30/12/2008