Un «appello al Governo libico», quello del titolare della Farnesina, che ha messo in moto la rete diplomatica italiana e che ha già dato i primi riscontri: la disponibilità delle autorità di Tripoli ad avviare, a partire dal prossimo gennaio, pattugliamenti congiunti delle proprie coste. Ma Frattini non ha dimenticato anche i ritardi dell'Italia, che deve ancora ratificare l'intesa di amicizia bilaterale siglata ad agosto dal presidente Belusconi che è ancora in attesa del via libera del Parlamento. Insomma, dopo un colloquio telefonico col ministro Maroni, di cui era a conoscenza lo stesso premier Berlusconi, Frattini ha rotto gli indugi con le autorità libiche, chiedendo loro «di intensificare le operazioni di controllo, prevenzione e dissuasione nei confronti delle imbarcazioni di clandestini che partono dalla Libia».
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28/12/2008