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Il ministro Maroni: "Sequestrati oltre 4 miliardi"

Sicurezza finanziata con i beni dei boss

Caccia ai tesori della mafia per finanziare la sicurezza dei cittadini. Conferenza di fine d'anno del ministro dell'Interno Roberto Maroni al Viminale nel segno dell'ottimismo. «Non vorrei passare per presuntuoso ma nel pacchetto sicurezza non c'è nulla che non ha funzionato.

Maroni Quando facciamo le cose le facciamo per bene quindi non c'è nulla da modificare, ma deve solo completarsi il percorso dei provvedimenti ancora in Parlamento» ha esordito il ministro. Un accenno alla normativa sulle «autonomie» e poi Maroni ha illustrato la strategia per il futuro. Il governo, anche nel 2009, intende «intensificare l'aggressione dei beni mafiosi, colpire le mafie nei soldi e nei patrimoni» ha aggiunto il ministro. Maroni ha poi rivendicato i successi ottenuti già nel corso dell'anno che ha visto, ha sottolineato, più che triplicare i sequestri di beni mobili e immobili ai mafiosi passando da 1 miliardo e 557 milioni di euro del 2007 a 4 miliardi 182 milioni del 2008.

«Quest'anno - ha poi aggiunto Maroni - abbiamo dimostrato una capacità straordinaria di aggressione di beni alla mafia, basti citare l'ultima operazione contro i casalesi che ha visto colpire il pericoloso clan anche sotto questo aspetto grazie all'azione coordinata della Guardia di Finanza. Lo scambio di informazioni e il coordinamento tra diverse forze di polizia ha dato grandi risultati». Il responsabile del Viminale ha citato, a questo proposito, il 60% di sequestri costituiti da beni immobili (appartamenti, ville e terreni) per un valore di quasi tre miliardi di euro, il 21% da beni mobili e il 19% da altri beni. Ai sodalizi mafiosi sono stati, tra l'altro, sequestrate anche 887 aziende «che dovranno - ha poi spiegato Maroni - essere fatte funzionare per non creare il paradosso che dei lavoratori siano licenziati per l'intervento dello Stato». Per questo, ha spiegato il ministro, già a gennaio si terrà una riunione al Viminale con industriali e mondo del commercio per «creare una struttura ed una rete di protezione per consentire a queste aziende di continuare a lavorare».

Per quanto riguarda i fondi per la sicurezza «alla fine sono soddisfatto di come i conti sono tornati». Maroni ha spiegato come nel 2009 si provvederà allo sblocco dei fondi per l'assunzione di 1.400 vigili del fuoco che serviranno a creare i nuovi «Nuclei specializzati per gli interventi nelle imprese» come prevenzione per gli incidenti sul lavoro. Ma altri fondi per la sicurezza verranno, ha poi spiegato Maroni, dagli ingenti patrimoni confiscati alle organizzazioni criminali e che così si potrà contare su «molte centinaia di migliaia di euro».
Nell'attesa, la polizia si deve accontentare di una Ferrari 512 giallo canarino e di una Porsche Cayenne nera, esibite nel cortile del Viminale insieme ad altre tre auto di grossa cilindrata, anch'esse sequestrate a mafiosi. «Le faremo girare - ha detto Maroni - con la polizia a bordo, nei posti dove prima giravano i mafiosi, per far capire che il clima è cambiato».

Un accenno anche alla minaccia terroristica. «C'è - ha tranquillizzato il ministro - massima allerta» e sono stati intensificati i controlli nei luoghi affollati durante il periodo natalizio, ma «la nostra capacità di analisi è molto accurata; da questo punto di vista il ministro dell'Interno e il capo della Polizia dormono sonni tranquilli e con loro tutti i cittadini italiani».

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Maurizio Piccirilli

23/12/2008










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