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L'esposto per il dissesto presentato dai consumatori

Indagati per bancarotta otto ex vertici Alitalia

Per una compagnia che tenta il decollo: la Cai di Colaninno che venerdì scorso ha siglato il contratto di acquisto degli asset Alitalia, c'è ne un'altra, la vecchia Alitalia che non ne vuole sapere di abbandonare la scena.

alitalia Così ieri l'esposto presentato nei mesi scorsi dai consumatori alla Procuta di Roma per capire a chi addebitare lo sfascio dei conti della compagnia ha avuto il suo primo esito. Nessun colpevole, per ora, ma almeno otto ex manager che si sono succeduti sulla plancia di comando di via della Magliana iscritti nel registro degli indagati dei magistrati romani. Le cause del dissesto dell'Alitalia potrebbe essere stato, infatti, generato da una serie di operazioni apparentemente discutibili dietro le quali potrebbero celarsi fattispecie penalmente rilevanti.
Gli otto amministratori nel mirino sono quelli che rimasti in carica nel periodo che va dal 2000 all'estate 2007. I nomi non sono usciti e le bocche, in procura sono rimaste cucite. Ma non è difficile ipotizzare chi siano gli otto, tra presidenti, amministratori delegati e direttori generali, essere finiti nell'apposito albo di piazzale Clodio per ipotesi di reato di distrazione e dissipazione.


Nel periodo finito sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti sono stati presidenti dell'Alitalia Fausto Cereti (1996-03), Giuseppe Bonomi (2003-04), Giancarlo Cimoli (2004-07) e Berardino Libonati (2007).
Gli amministratori delegati sono stati Domenico Cempella (1992-01), Francesco Mengozzi (2001-04), Marco Zanichelli (2004) e Giancarlo Cimoli (2004-07), mentre la carica di direttori generali è stata ricoperta da Giovanni Sebastiani e Marco Zanichelli (2003-04).


Gli accertamenti del procuratore aggiunto Nello Rossi e dei sostituti Stefano Pesci, Francesca Loy e Gustavo De Marinis, hanno preso spunto dalla dichiarazione di insolvenza della compagnia di bandiera emessa dal tribunale civile nello scorso settembre, ed in questa fase gli accertamenti sono incentrati sull'arco di tempo che va dal 2000 al 2007.


L'attività di indagine non si è fermata nemmeno ieri. I magistrati e gli uomini del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza si sono recati nella sede di Alitalia per acquisire documenti e per sentire, come testimoni, alcuni dirigenti. Si è trattato di un'attività, la seconda dopo l'acquisizione dei bilanci degli ultimi dieci anni decisa nei mesi scorsi, finalizzata a verificare alcuni aspetti gestionali. Inquirenti e investigatori vogliono, in particolare, far luce sulle modaliltà di alcune acquisizioni e di dismissioni decise dall'azienda. Tra queste, avvenute nel 2006, ossia nel periodo più acuto della crisi, l'acquisizione di «Volare Group» e la cessione di 13 aerei di Eurofly alla società «Fluxembourg». Allo stesso tempo i titolari dell'inchiesta giudiziaria stanno esaminando i rapporti della società con i fornitori e le consulenze esterne. C'è poi il capitolo dela politica del personale che, tra il 2000 e il 2006 ha portato ad inglobare 2200 dipendenti di Aeroporti di Roma e di Volare a fronte di un'attività di esodi particolarmente onerosa.

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Filippo Caleri

18/12/2008










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