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Dopo il clamoroso lancio delle scarpe contro il presidente Bush, il giornalista Al-Zaidi viene appoggiato dal popolo iracheno che scende in piazza per solidarietà nei suoi confronti.
Si è conclusa poco fa a Sadr City, sobborgo sciita di Baghdad, una manifestazione in solidarietà per Montazer Zaidi, giornalista della Tv 'al-Baghdadiyà, arrestato ieri dopo aver tirato una scarpa contro il presidente americano George W. Bush durante la conferenza stampa con il premier Nuri al-Maliki. Secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa irachena 'Voci dell'Iraq', i manifestanti hanno invocato l'immediata scarcerazione del giornalista in un corteo che è partito dal quartiere sciita per giungere fino a Piazza del Paradiso, nel cuore della capitale irachena.
Tra i manifestanti c'erano soprattutto seguaci dell'Imam sciita, Moqtada al-Sadr, che hanno intonato slogan in cui si definiva un 'eroè il giornalista arrestato. In nome della democrazia e della libertà d'opinione, la stessa emittente al-Baghdadiya ha chiesto alle autorità irachene di rilasciarlo.
Più di «200 avvocati iracheni e di altri Paesi» sono pronti a difendere, a titolo gratuito, Muntazer al-Zaidi, il giornalista in carcere dopo che ha lanciato le proprie scarpe contro il presidente americano George W. Bush. Lo ha affermato Khalil al-Dulaymi, ex avvocato del defunto presidente iracheno Saddam Hussein.
Raggiunto telefonicamente ad Amman dalla tv panaraba al-Jazira, Dulaymi ha precisato che «assieme ad oltre 200 avvocati iracheni e di altri Paesi mi sono offerto di difendere gratuitamente il nostro eroe Muntazer al-Zaidi».
«La nostra linea difensiva - ha aggiunto l'avvocato - si baserà sul principio che gli Stati Uniti occupano l'Iraq e che quindi ogni forma di resistenza è legittima, compreso il lancio delle scarpe».
Al-Zaidi, sciita di 28 anni, è giornalista del canale tv al-Baghdadiya, che trasmette dal Cairo ed è noto per le sue posizioni contrarie alla presenza militare Usa in Iraq.
Da ieri sera in custodia cautelare, al-Zaidi attende ora la fine dell'inchiesta e l'apertura del processo. Secondo esperti legali rischia una pena compresa dai due ai sette anni di carcere, ma potrebbe anche esser rilasciato dopo il pagamento di una multa.
15/12/2008