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Case popolari gestiti dalla Camorra

Napoli, in mano ai clan
le case del Comune

Non è solo la Procura della Repubblica ad indagare sul Comune di Napoli e sulla gestione del suo immenso patrimonio.

Il giorno dell'arresto di nugnes C'è una seconda pesantissima inchiesta che incombe sulla giunta di Rosa Russo Iervolino: l'ha aperta in gran segreto, poco meno di un anno fa, la Procura regionale della Corte dei Conti in Campania. Nel mirino c'è la gestione di 40mila immobili, affidata alla Romeo Immobiliare di Alfredo Romeo, con vari appalti, da sedici anni. Una gestione che, a quanto si apprende, farebbe acqua da tutte le parti. Ad indagare è la Guardia di Finanza, delegata dal sostituto procuratore Pierpaolo Grasso. Ma viste la delicatezza della materia e la rilevanza dei soggetti coinvolti, il fascicolo è seguito in prima persona anche dal Procuratore regionale della Corte dei Conti, Arturo Martucci.

Un'ingente mole di documentazione è stata prelevata da vari uffici comunali e privati, e da mesi i più esperti investigatori delle Fiamme Gialle stanno scavando nel coacervo di contratti, delibere, sentenze dei tribunali amministrativi, mappe catastali.Ma la Corte dei Conti non è a caccia di reati: la sua competenza è accertare se le condotte dei soggetti coinvolti (amministratori pubblici e privati) abbia causato danni economici o comunque ammanchi alle casse del Comune. E, nel caso, andare a farsi restituire i soldi dagli eventuali colpevoli. E, già da un esame superficiale delle carte, emergerebbe una situazione caotica.


In moltissimi casi, hanno scoperto gli investigatori, gli immobili comunali sono occupati da persone o imprese che non versano nemmeno un euro al Comune. Non ci sono solo, come sarebbe prevedibile, gli alloggi: in totale 24mila in cui abiterebbero (il condizionale è d'obbligo per un'amministrazione levantina come quella di Napoli) centomila cittadini. In molti casi, è notorio, le abitazioni sono occupate abusivamente, specie nei quartieri periferici. E in alcuni rioni gli appartamenti popolari sono gestiti direttamente dai clan di Camorra che li affidano ai propri boss, gregari e familiari. In molti altri casi, però, le abitazioni pur assegnate a norma di legge, non rendono alcun canone, semplicemente perché nessuno si preoccupa di riscuoterlo. Ma il caso più eclatante riguarda invece quella parte di immobili diversi dagli alloggi, molti dei quali in zone prestigiose della città: dal lungomare alla city, alla zona della Galleria Umberto, al centro storico.

Si tratta di circa 16mila unità, molte delle quali affittate ad imprese o privati che le utilizzano come uffici o locali commerciali: negozi, ristoranti e quant'altro. E i canoni? Molto spesso nessuno versa niente. E altri versano cifre irrisorie. E cosa fa il Comune per monitorare la situazione, aggiornare i canoni di locazione, recuperare i crediti? Poco o niente. E questo è un danno per le casse comunali la cui entità si può intuire essere notevole: l'esatta cifra sono gli inquirenti a doverla determinare. Il lavoro è quasi ultimato, entro uno o due mesi alla Procura della Corte dei Conti pensano di poter chiudere il fascicolo. Solo a quel punto i nomi di eventuali responsabili saranno scritti nel fascicolo per procedere alla richiesta di giudizio.

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Roberto Paolo

03/12/2008










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