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Svolta nella crisi politica tailandese. La Corte costituzionale ha ordinato la dissoluzione del partito al potere e ha interdetto al primo ministro Somchai Wongsawat di esercitare ogni attività politica per cinque anni
Il primo ministro della Thailandia Somchai Wongsawat ha detto di accettare la sentenza della corte costituzionale che oggi ha ordinato lo scioglimento del suo Partito del potere del popolo (Ppp) e lo ha interdetto per cinque anni dall'attività politica per brogli elettorali.
«Il mio dovere è terminato. Ormai sono un semplice cittadino», ha detto Somchai, 61 anni, che da una settimana si è ritirato nel suo feudo elettorale di Chiang Mai (700 km a nord di Bangkok) a causa delle manifestazioni antigovernative a Bangkok, accompagnate da episodi di violenza.
«Ma questo verdetto è inaspettato. In passato ho fatto del mio meglio, non per me ma per la nazione», ha aggiunto Somchai.
Inoltre l'aeroporto internazionale di Bangkok restera chiuso fino al 15 dicembre. Lo hanno reso noto le autorita' aeroportuali precisando che il blocco riguarda solo i voli passeggeri mentre i cargo hanno ripreso il traffico gia' in mattinata dopo l'accordo raggiunto con i manifestanti.
Intanto sono in corso le operazioni di imbarco all'aeroporto militare di U-Tapao, 150 chilometri a sud di Bangkok, di un primo gruppo di italiani rimasti bloccati in Thailandia per le proteste antigovernative che hanno reso inagibili i due aeroporti civili della capitale. Lo si apprende da fonti della Farnesina.
Il volo, il primo di quelli organizzati dal governo italiano, è atteso all'aeroporto di Fiumicino tra le 19.30 e le 20.30 di oggi.
02/12/2008