È tranchant come al solito, Alessandra Mussolini. La leader di Alternativa sociale e deputata del Pdl non ha peli sulla lingua, non usa mezzi termini.
Che cosa pensa del suicidio di Nugnes, onorevole?
«Penso che quelle della Iervolino sono lacrime di coccodrillo. Sono lei e Bassolino i veri responsabili di questo stato di cose e anche del degrado del tessuto sociale. La gente in Campania ormai prova malanimo nei confronti della politica. E, malgrado i consigli dei ministri e le visite del premier, resta l'infezione, un ascesso rappresentato da quei due...».
La morte di Nugnes servirà a qualcosa?
«Lo shock del suicidio deve portare a una purificazione del tessuto malato. Ma si deve agire chirurgicamente. Contro l'ascesso, l'antibiotico Berlusconi non basta più».
Però la Campania è stata governata anche dal centrodestra...
«Certo, la responsabilità è un po' di tutti. Anche di chi, dopo un episodio così grave, continua a dialogare con Iervolino e Bassolino. È indispensabile avocare il commissariato ai rifiuti al governo e commissariarlo se c'è resistenza».
Qual è oggi il rapporto fra la politica e i campani?
«È un rapporto difficile. Non hanno più speranze di cambiare e chiedono cose concrete e subito».
È possibile fare politica a Napoli e non essere, in qualche modo, collusi con la Camorra?
«Sì, anche se è più facile ottenere risultati se lo si è. La criminalità vuole mantenere lo status quo e quindi bisogna restare svincolati da certe logiche».
Che fare, allora?
«Ci vuole un cambio totale a livello istituzionale. Ci vogliono persone che guardano a Napoli e alla Campania con occhi diversi. Quello di Nugnes è stato l'ultimo gesto d'amore per Napoli. Un appello estremo e tragico che non possiamo e non dobbiamo lasciar cadere nel vuoto».
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02/12/2008