Ma sarà probabilmente l'ultima volta: presto infatti, forse già con un emendamento al decreto Alitalia, verrà istituito «un fondo pubblico di garanzia» per finanziare il rimpatrio di turisti o altri connazionali rimasti bloccati all'estero per situazioni di emergenza «imprevedibili» e non coperte da assicurazioni.
Il primo volo charter dell'Alitalia è partito per la Thailandia ieri sera. Mentre per il 3 dicembre, su iniziativa dell'ambasciata italiana a Bangkok, è previsto un volo di linea Thai per Fiumicino. A completare le operazioni di rimpatrio saranno voli messi a disposizione dalla compagnia aerea emiratina Etihad e, ha aggiunto Frattini, da «altre compagnie italiane», che hanno garantito la loro disponibilità «nei prossimi due giorni». Tutti gli aerei - dovrebbero essere complessivamente quattro o cinque - si serviranno dell'aeroporto di Utaphao, 150 chilometri circa a sud-est di Bangkok, «operativo anche se straordinariamente sovraccarico». Al momento comunque la situazione per gli italiani - così come per le altre decine di migliaia di turisti bloccati nel paese asiatico - è «sicura» e «non ci sono pericoli».
Ieri nella conferenza stampa al ministero assieme al capo dell'Unità di Crisi Fabrizio Romano, Frattini ha sottolineato la decisione della Farnesina di «sconsigliare» per il momento viaggi nel Paese asiatico. La misura «non è a tempo indeterminato», ha puntualizzato il ministro, e sarà rimossa non appena le condizioni in Thailandia si saranno normalizzate.
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02/12/2008