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Elogio a Pio XII che «consolò» la città dopo le bombe

Rodolfo Lorenzoni
Sulle orme di Pio XII. Benedetto XVI ha voluto compiere ieri esattamente lo stesso tragitto percorso da Papa Pacelli nell'estate di 65 anni fa, quando il «Pastor Angelicus» uscì dal Vaticano per tributare in prima persona la sua solidarietà alle vittime del bombardamento che distrusse il quartiere romano di San Lorenzo.

E Benedetto ieri è tornato proprio in quei luoghi, per celebrare messa a San Lorenzo fuori le mura e per rendere solenne omaggio alla figura di quel suo «venerato predecessore», da mesi oggetto di infuocate polemiche interreligiose. Controversie che non mutano il giudizio della Chiesa, perché a cinquant'anni dalla sua morte Pio XII rappresenta per Papa Ratzinger un esempio incancellabile di virtù pastorale e religiosa. «Il gesto generoso del mio predecessore Pio XII che corse immediatamente a consolare la popolazione tra le macerie ancora fumanti non potrà mai essere dimenticato», ha detto infatti Benedetto ai romani. Quel gesto passò alla storia, attestato dal bianco e nero delle immagini di repertorio e dal commosso ricordo dei più anziani tra i cittadini di Roma: il 19 luglio del '43 Papa Pacelli scese dall'auto in fondo a viale Regina Elena, si incamminò tra la folla e raggiunse la Basilica di San Lorenzo, fino a inginocchiarsi di fronte alla facciata della chiesa devastata dalle bombe. Benedetto ha ricordato quei fatti e «quei giorni particolarmente drammatici del secondo conflitto mondiale, quando un violento bombardamento seminò morte e distruzione nel quartiere di San Lorenzo».
E ha ossequiato quel Pontefice dalla condotta austera e principesca che seppe insanguinare la sua veste bianca (come testimoniato dalla celebre documentazione fotografica del tempo) per portare il suo conforto alla popolazione romana ferita e umilata.
Ma ancora un altro personaggio è nel cuore di Benedetto in questi giorni, e ieri il Papa lo ha sottolineato: Alcide De Gasperi, anch'egli ritenuto dalla Chiesa di Roma «servo di Dio». Pure per lo statista democristiano è in corso una causa di beatificazione che, come per Pio XII, sta suscitando contrasti. Non a caso, quindi, anche su questo tema il Papa ha fatto sentire la sua voce, dedicando a De Gasperi una riflessione accorata e definendolo «una guida saggia ed equilibrata per l'Italia negli anni difficili del dopoguerra, un insigne statista capace di guardare all'Europa con una visione cristiana». In quel drammatico tratto di Novecento, dice Benedetto, i cristiani d'Italia e del mondo ebbero in Pio XII e in De Gasperi punti di riferimento sicuri, che nessuna seria disputa storico-politica può offuscare.
La «crudele e insensata violenza» colpisce però anche nel nuovo millennio, e Benedetto ha espresso ieri il suo «orrore» per quanto sta accadendo a Mumbai, in India, e in Nigeria. Avvenimenti diversi ma facce della stessa deprecabile brutalità.
«Vorrei invitarvi a unirvi nella preghiera - ha chiesto nell'Angelus il Papa ai fedeli in piazza San Pietro - per le numerose vittime sia degli attacchi terroristici di Mumbai, in India, sia degli scontri scoppiati a Jos, in Nigeria».
Perché la sopraffazione, sostiene Benedetto, non è mai la via per risolvere i problemi internazionali.

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01/12/2008










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