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le prove del coinvolgimento americano

Guerra nel Caucaso
l'orrore sul telefonino

La guerra vista con gli occhi dei soldati. Immagini riprese dai militari georgiani con i loro telefonini mentre avanzavano per le strade dell'Ossezia del Sud. I filmati sono stati recuperati dagli osseti quando i georgiani sono stati uccisi.

Soldati americani e georgiani durante la crisi del Caucaso Ora che il presidente georgiano Mikheil Saakashvili ha ammesso per la prima volta di avere fatto il primo passo nel conflitto caucasico della scorsa estate, quei video amatoriali diventano un documento eccezionale. Film che Il Tempo è riuscito a ottenere e si può vedere sul sito www.iltempo.it. L'ammissione de facto di Saakashvili è avvenuta davanti alla commissione parlamentare georgiana che indaga sulla guerra russo-georgiana di agosto. I filmati raccontano come l'esercito di Tbilisi avesse istruttori americani. Nelle riprese fatte con il telefonino si vedono militari di colore, di tutta evidenza statunitensi, che ballano con soldati georgiani il giorno prima dell'attacco, il 6 agosto. GUARDA IL VIDEO

Poi ecco i tank di Tbilisi che entrano a Tskhinvali la mattina dell'8 agosto. Un mitragliere spara e riprende, urlando di gioia ogni volta che colpisce una casa o un auto. GUARDA IL VIDEO


I filmati sono stati portati in Italia da due reporter osseti Inal Pliev e Maria Kotaeva. I due gionalisti hanno visitato alcune capitali europee per raccontare l'altra faccia della guerra d'agosto tra Georgia e Ossezia del Sud. «Temiamo che Tbilisi torni ad attaccarci - hanno detto - non ci fidiamo degli osservatori Osce nè di quelli Ue». Prima dell'attacco, racconta Inal Pliev, «abbiamo notato i movimenti e abbiamo inviato dispacci allarmati a Tbilisi e all'ufficio Osce in Georgia, che però non ha riferito alla sede centrale. Come possiamo ora fidarci?».


Ora la situazione è relativamente tranquilla ma la loro paura, però, è che non sia affatto finita, che la Georgia voglia rilanciare sul piano militare. «Il ministro degli Interni georgiano ha dichiarato che la guerra non è finita», ha spiegato Inal. E rincara la dose la reporter Maria Kotaeva: «Hanno mandato piloti ad addestrarsi negli Usa, temiamo un'azione aerea».


E oggi prenderà il via la missione della commissione d'inchiesta internazionale Ue sulla guerra in Georgia. La guida della commissione sarà affidata alla diplomatica svizzera Heidi Tagliavini scelta perché rappresentante di un Paese neutrale e per l'esperienza raccolta in Georgia dal 2002 al 2006, quando era a capo della missione di osservatori Onu nella provincia separatista dell'Abkhazia.

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Maurizio Piccirilli

01/12/2008










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