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L'intervento

Una nuova dichiarazione di guerra

Con il passare delle ore, quella di Mumbai va sempre più configurandosi come un'azione terroristica su vasta scala, un'autentica dichiarazione di guerra asimmetrica. Con questo ennesimo attentato, l'India diventa a tutti gli effetti il terzo bersaglio del terrorismo di matrice jihadista nel mondo, dopo l'Iraq e l'Afghanistan.

L'azione terroristica è stata rivendicata dalla sigla "Mujaheddin del Deccan", un'affiliazione di al-Qaeda. In molti dei suoi messaggi recenti, il numero due della rete del terrore, al Zawahiri, aveva individuato nell'India la "marca della conquista dell'Islam", come ai tempi dell'Impero Moghul. Dal 2006 ad oggi, il Paese è stato sconvolto da 11 attentati. Secondo una ricerca americana, le vittime del terrorismo in India sono state, in un biennio, 3.647. Più che in Afghanistan.
Con 140 milioni di musulmani su una popolazione totale che sfiora il miliardo, l'India vive il suo passaggio storico più delicato, fatto di una prepotente ascesa geoeconomica e di rapporti di vicinato controversi. Il suo peso economico e demografico è cresciuto enormemente nell'ultimo decennio, proiettando l'India ai vertici delle statistiche mondiali. Un "impero del software", che oggi esporta ingegneri, tecnologia, multimedialità; le cui aziende hanno un grado di internazionalizzazione elevato (basti pensare alla Tata o alle acquisizioni nell'acciaio della Mittal); la cui classe media ha standard di consumo paragonabili a quelli dell'Occidente. In tale ascesa geoeconomica, l'India trova sostanzialmente due fronti aperti: il primo è quello della competizione regionale con la Cina, altro colosso geopolitico con il quale, ad esempio, ha intrapreso una spericolata corsa alla conquista dello spazio. I due vicini mirano alla supremazia su un arco geopolitico che va dall'Iraq all'Indonesia.
Il secondo fronte è quello con il vicino Pakistan. La nota competizione nucleare tra i due Paesi conosce recrudescenze cicliche. Ora che il Pakistan è in mezzo al guado, tra normalizzazione e fallimento, l'India ha alzato la soglia di attenzione rispetto al rischio che il terrorismo qaedista si impossessi della stanza dei bottoni atomici. Tra India e Pakistan è ancora aperta la questione di frontiera del Kashmir. Ancora una frontiera, quella tra Pakistan e Afghanistan, è il ricettacolo dei santuari e dei campi di addestramento di al-Qaeda.
La guerra al terrorismo torna al centro del dibattito internazionale. Con la consapevolezza che la stabilità del mondo passa dall'Asia Centrale. Come già molte volte nella storia.

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28/11/2008










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