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Per l'attacco a Mumbai, il ministro Frattini e altri esperti hanno subito puntato il dito contro Al Qaeda: l'alto grado di sofisticazione, la dichiarata intenzione dei terroristi di colpire cittadini americani e britannici, l'inclusione tra i nove obbiettivi di un centro ebraico e la stessa accusa del primo ministro indiano Singh che l'azione è opera di un gruppo "basato in un Paese vicino" tendono a suffragare la loro tesi.
Alcuni hanno addirittura teorizzato che l'organizzazione di Bin Laden, incontrando ormai troppi ostacoli negli Stati Uniti e in Europa, abbia deciso di aprire un nuovo fronte in un grande Paese amico dell'Occidente, approfittando di una minoranza di 200 milioni di musulmani, delle fortissime tensioni etniche e religiose e di una lunga tradizione di violenza. Ma, mentre non ci sono dubbi sulla ispirazione islamista dell'attacco, le sue motivazioni vanno probabilmente cercate più nell'eterno conflitto tra hindu e musulmani, e in particolare nella lotta per il controllo del Kashmir, che nello jihadismo universale dello Sceicco del terrore.
Solo negli ultimi cinque anni ci sono stati in India ben 14 attentati dinamitardi con centinaia di morti e migliaia di feriti. Buona parte di questi attacchi sono stati rivendicati dai «Mujaheddin indiani», che potrebbero essersi trasformati per l'occasione nei "Mujaheddin del Deccan" che si sono attribuiti l'attacco a Mumbai. È abbastanza significativo che i terroristi che hanno comunicato con i media durante la caotica giornata di ieri abbiano detto uno di volere vendicare «le migliaia di musulmani assassinati del Kashmir» e un altro di essere disposto a rilasciare gli ostaggi in cambio della liberazione di tutti gli attivisti musulmani detenuti nelle carceri indiane.
Una differenza tra l'attacco a Mumbai e le classiche operazioni di Al Qaeda è che i 40-50 uomini presumibilmente coinvolti non erano i soliti kamikaze, ma formavano un reparto d'assalto deciso a prolungare l'azione il più a lungo possibile. Questo avrà tuttavia un prezzo, perché almeno nove di loro sono stati catturati, e volenti o nolenti finiranno con lo svelare chi sono i loro veri mandanti; e quanto emergerà inciderà molto sui già delicati equilibri del subcontinente.
Livio Caputo
28/11/2008