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La DiaArrestato il cassiere del padrino Matteo Messina Denaro

Le mani della Mafia sui supermercati
sequestrati 700 milioni di beni

Beni mobili e immobili per un valore di circa 700 milioni di euro sono stati sequestrati, nell'ambito di un'operazione antimafia della Dia di Palermo, all'imprenditore Giuseppe Grigoli, di Castelvetrano, indicato come il «cassiere» del boss latitante Matteo Messina Denaro che è stato arrestato.

Il provvedimento di sequestro è stato emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Trapani. I beni sequestrati sono dodici società, 220 fabbricati tra palazzine e ville e 133 appezzamenti di terreno per 60 ettari circa.
L'operazione, connessa ad una misura di prevenzione patrimoniale avanzata dal Direttore della Dia al Tribunale di Trapani, ha consentito di far luce su una serie di attività e movimentazioni finanziarie svolte dalle società «Gruppo 6 Gdo» e «Grigoli Distribuzione», nonchè da altre numerose società satelliti, facenti capo all'imprenditore Giuseppe Grigoli, operanti prevalentemente nel mondo della grande distribuzione alimentare, con la gestione esclusiva, nella Sicilia Occidentale di supermercati a marchio «Despar». La vicenda, sostiene la Dia, «conferma l'ipotesi di una infiltrazione mafiosa a carattere strategico nel settore della grande distribuzione alimentare in Sicilia».
Sarebbero state centinaia le assunzioni di persone ritenute vicine al boss mafioso latitante Matteo Messina Denaro nei supermercati di proprietà dell'imprenditore Giuseppe Grigoli, ha confermato il procuratore aggiunto di Palermo, Roberto Scarpinato, che ha coordinato l'inchiesta. Secondo gli investigatori, Messina Denaro sarebbe stato «socio occulto» di Grigoli e questo gli avrebbe consentito di «crescere il suo fatturato in maniera esponenziale». E proprio Messina Denaro, «avendo potere decisionale - spiegano gli inquirenti - decideva le assunzioni nei supermercati di Grigoli di persone affidabili vicine a lui». «C'è una vera e propria filiera economica - ha spiegato Scarpinato - che arriva fino alla commercializzazione dei prodotti finali. Tutto questo crea, purtroppo, una base di consenso economico e pure sociale». Questo oligopolio brucia le condizioni del libero mercato e rappresenta l'economia criminale della sopravvivenza».

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19/11/2008










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