Rassegna stampa
POLITICA INTERNI-ESTERI ECONOMIA SPORT SPETTACOLI PIZZI..cati channel VIAGGI HI TECH SHOPPING MULTIMEDIA SONDAGGI LAVORO

l'esercitazione interforze al comando della divisione Acqui

La Nato "copia" il peacekeeping italiano

 La Nato adotta la «dottrina italiana». La strategia in Afghanistan del contigente italiano che ha consentito di ottenere credibibilità da parte della popolazione civile ora verrà adottata da tutti contigenti dell'Alleanza.

Il genrale Vincenzo Lops, al comando della divisione Acqui Aiuti umanitari, sostegno alla popolazione civile e impiego della forza militare sono stati anche nella misisone Antica Babilonia in Iraq i capisaldi dei nostri interventi nei teatri internazionali nelle operazioni di peacekeeping. Un metodo a volte anche criticato dagli alleati ma che, dopo l'aprezzamento del generale americano Petraeus, viene studiato da tutta la Nato.


L'occasione è l'esercitazione «Eagle Revolve» che si sta svolgendo in Sardegna. Dal 1 al 30 novembre nel poligono sardo di Capo Teulada si sviluppa l'esercitazione interforze che vede il comando affidato alla Divisione Acqui al comando del generale di divisione Vincenzo Lops. Nel primo dei due momenti addestrativi, l'«Arrcade Fusion 08» in ambito Nato si simula l'intervento in un Paese in crisi che ha fatto richiesta di aiuto alle Nazioni Unite. Lo scenario è simile al teatro afgano. L'Acqui gestisce tutte le forze in campo, brigate italiane, portoghesi, americane, inglesi e turche.


L'aspetto più interessante è dato dalla tecnologia messa in campo. Sistemi di telecomunicazioni d'avanguardia che riescono a connettersi con i teatri operativi. Tra gli aspetti sviluppati e studiati in questo scenario virtuale dove l'informatica la fa da padrona è quello che i militari chiamano «influence operation» che riassume appunto la «dottrina italiana» per quanto riguardo l'approccio con le popolazioni.


«Parliamo di un mix di attività - spiega il generale Lops - volte a colpire il cuore e la mente della popolazione allo scopo di isolare gli insorgenti e dare credibilitùà alla compagine governativa in supporto della quale opera il contigente internazionale». Una strategia che i soldati italiani attraverso le operazioni Cimic, di aiuto umanitario, e di rapporti con le popolazioni svolgono da sempre.


«Ora - dice ancora Lops - proviamo questo schema a livello di Alleanza così da stabilire una strategia comune su un unico input».


Il secondo momento addestrativo «Europi 08» vedrà il comando unificato operare come Eurofor, forza d'intervento rapido europea, e avrà come scopo l'evacuazione di massa di intere popolazioni. Scenari virtuali per realtà molto presenti. Dall'Afghanistan al Congo. Al Caid dove sono presenti i nostri militari.
 

Vai alla homepage

Maurizio Piccirilli, inviato a Capo Teulada

14/11/2008










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro